mercoledì, 13 novembre 2019

Da Centinaio a Franceschini, turismo random nello scacchiere politico italiano

(di Toti Piscopo) Nello scacchiere delle deleghe ministeriali il turismo continua ad essere random, passando dall’Agricoltura ai Beni Culturali alla cui guida ritorna Dario Franceschini. L’esponente Pd aveva già guidato il Mibact dal 2014 al 2018 con risultati positivi dando al ministero del Collegio Romano un alto profilo economico e ribaltando l’infelice detto che “con la cultura non si mangia” .

Franceschini è figura di primo piano dell’attuale Governo di cui è stato grande regista: ha contribuito alla sua formazione, dando consistenza all’intuizione di Matteo Renzi e impegnandosi in prima persona grazie anche alle sue riconosciute qualità tattiche e strategiche di fine politico.

Una volta tornato alla guida dei Beni Culturali, è immaginabile che Franceschini avrà la capacità di riprendere il lavoro interrotto e dare nuovo impulso al settore. Lo stesso auspichiamo riesca a fare nel settore del turismo, dando continuità a quanto fatto dal suo predecessore nel poco tempo in cui ha disposto in pieno ed operativamente della delega, il cui ritorno alle origini farà segnare ancora un lungo periodo di stallo.

La capacità di ascolto insieme all’individuazione di figure di alto profilo professionale ai vertici dell’Enit sono tra i meriti che si possono ascrivere a Gian Marco Centinaio, nella sua qualità di addetto ai lavori ed al di là dello schieramento di appartenenza.

Purtroppo il turismo in Italia, come settore economico produttivo, è stato da sempre poco considerato, per l’antico e noto italico principio che “tanto il turista viene perché noi siamo belli bravi e buoni e più buono di noi c’è solo il  nostro cibo”. Forse era così decenni or sono, cibo a parte, ma oggi non lo è più.

L’intera filiera turistica rappresenta una grande opportunità economica per il Belpaese poiché genera ricchezza e posti di lavoro attraverso un’imprenditoria diffusa fortemente motivata ed intraprendente, alla ricerca di regole certe e di modelli organizzativi qualificati ed efficienti. Elementi, questi, che consentono a tutti gli operatori turistici di stare sul mercato internazionale e di fronteggiare la concorrenza sempre più performante dei paesi competitor. Ma sono questi stessi fattori che ricerca il cittadino, da nord a sud, al pari del cittadino che non ha più votato per disaffezione o ha votato solo per delusione o protesta.

La cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità, insieme alla cultura d’impresa e dei valori socio culturali di cui il settore del turismo è espressione stessa, possono diventare strumento di pacificazione e di elevazione.

Questo nuovo Governo, auspicato dal Capo dello Stato, si è manifestato di legislazione e lunga prospettiva. Condividiamo l’auspicio e confidiamo che il neo ministro Dario Franceschini possa impiegare, con pari successo, le sue qualità tattiche per restituire al turismo pari dignità rispetto ai beni culturali, individuando una visione strategica di sviluppo nell’ambito delle politiche economiche di questo Paese che ostinatamente continuiamo ad amare, nonostante tutto e nonostante tanti.

Buon lavoro Ministro e tanti auguri agli operatori turistici alla ripresa di un nuova stagione, non solo turistica!

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