venerdì, 15 novembre 2019

Disordini a Tbilisi e la Russia blocca tutti i voli per la Georgia

La Russia ha deciso di usare la mano pesante con la Georgia in risposta ai disordini scoppiati a Tbilisi. Dall’8 luglio, infatti, non solo le compagnie della madrepatria non potranno effettuare voli commerciali ma anche a quelle georgiane verrà imposto il divieto – temporaneo – di volare in Russia. Nessun collegamento diretto fra i due Paesi, dunque.

Il Cremlino, così facendo, vuole infliggere un duro colpo all’economia georgiana, che ha nel turismo uno dei suoi punti di forza, specie nella stagione estiva. La Georgia, d’altra parte, pur con tutte le difficoltà nelle relazioni fra i due paesi scoppiate in seguito al breve conflitto del 2008 resta una destinazione popolare per i russi. Che rimangono ai primi posti nella classifica degli ingressi (circa 1,5 milioni nel 2018). I numeri, quest’anno, sono ovviamente destinati a calare.

“Il motivo della sospensione dei voli è la necessità di garantire un livello di sicurezza aerea sufficiente”, ha dichiarato il ministero dei Trasporti russo, annunciando il divieto. Mosca ha inoltre ricordato la questione dei “debiti arretrati per le attività di navigazione aerea verso la compagnia statale russa ATM”. Il governo russo ora sta lavorando per far rientrare in patria i connazionali che già si trovano in Georgia. Quelli che hanno acquistato un pacchetto attraverso i tour operator, fanno sapere le associazioni di categoria, sono circa 7mila mentre i viaggiatori ‘fai-da-te’ sono circa il triplo. Nel caso dei tour-operator la legislazione russa garantisce il rimborso pieno; le sei aviolinee russe che offrono collegamenti con la Georgia hanno poi già annunciato la possibilità di cambiare i biglietti senza alcuna penalizzazione.

Si allunga dunque la lista dei paesi dell’ex Unione Sovietica che si ritrovano a secco di collegamenti diretti: con l’Ucraina i voli sono stati infatti interrotti dopo la crisi scoppiata nel 2014.

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