mercoledì, 19 giugno 2019

Il terrorismo torna a spaventare il turismo egiziano: bomba su bus di viaggiatori

L’ombra del terrorismo è tornata a colpire il turismo in Egitto con una bomba esplosa al passaggio di un bus di viaggiatori sudafricani nei pressi delle piramidi del Cairo. Il bilancio fornito ufficiosamente dal governo è di “alcuni feriti leggeri” di cui tre “trattati in ospedale per precauzione”. Grandi media panarabi come Al Jazeera e Sky News Arabiya riferiscono invece di 17 feriti fra cui 7 turisti sudafricani, cifra non confermata dalla sicurezza egiziana che limita a 5 gli stranieri coinvolti.

L’ordigno è stato fatto esplodere sul ciglio di una strada nei pressi di uno svincolo che dista poco più di un chilometro dalla piramide di Cheope, una delle tre del complesso archeologico che include la celeberrima sfinge e attrae tutti i turisti che passano per il Cairo. Ad analoga distanza c’é il Grande Museo Egizio (Gem) in costruzione per rilevare il testimone da quello di piazza Tahrir con apertura prevista per l’anno prossimo.

I ferimenti sono stati causati dai vetri del bus andati in frantumi per l’esplosione, la quale è stata comunque forte dato che ha distrutto un basso muro di cemento. Oltre al pullman, su cui viaggiavano 25 turisti sudafricani, è stata danneggiata almeno anche un’auto: circostanza che, assieme alla valutazione della gravità delle lesioni, forse spiega le incongruenze sui numeri di feriti annunciati da autorità e dai media.    Si tratta del secondo attentato compiuto nella stessa zona turistica in meno di cinque mesi: a dicembre tre turisti vietnamiti e una guida turistica erano rimasti uccisi per l’esplosione di un rudimentale ordigno avvenuta, anche in quel caso, al passaggio di un bus di vacanzieri.

Si conferma dunque che nel mirino del terrorismo di matrice islamica che insidia l’amministrazione del presidente Abdel Fattah al-Sisi c’è il turismo, che da solo genera un quinto (20% secondo recenti stime) del Pil egiziano.

 

 

 

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