lunedì, 23 settembre 2019

In Giordania tra Petra, deserti e tè alla menta: un racconto di viaggio

La Giordania, terra affascinante che ospita Petra, una delle Sette Meraviglie del Mondo, è stata la meta delle nostre vacanze estive. Dopo aver concordato le ferie con mio marito e fatti due conti in tasca, abbiamo prenotato per l’ultima settimana di agosto, sicuramente non il periodo più indicato ma l’unico per noi possibile. Nella nostra avventura siamo stati accompagnati da Dyab, driver e guida locale parlante italiano che, insieme al fido Yassin, ci ha guidato in lungo e largo per tutta la Giordania.

Prima tappa Amman, dove siamo atterrati con un volo Ryanair da Malta. La Capitale del Paese è enorme, posta su tanti colli come Roma e invasa da gente e traffico. Imponente l’anfiteatro romano al centro della città, punto di ritrovo degli abitanti che portano lì i loro bambini a giocare e il Nympheum, di cui purtroppo si può solo immaginare la magnificenza. Imperdibile la visita alla cittadella antica che dall’alto domina tutta la città e offre resti romani di pregevole qualità.

Ma la vera scoperta è Jerash, antica città romana perfettamente conservata e definita non a caso ‘la Pompei d’Oriente’. Un sito immenso pieno di viali colonnati, templi quasi intatti, archi trionfali e un anfiteatro enorme al cui interno abbiamo assistito ad una performance musicale. Una vera perla da scoprire!

Tappa successiva Madaba, città che ospita la più grande comunità cristiana della Giordania e dove le due religioni convivono in perfetta armonia. La città è nota per i suoi mosaici tra i quali la celebre ‘Mappa di Terrasanta’, che raffigura l’itinerario per raggiungere Gerusalemme attraverso centocinquanta località ed è conservata nella Chiesa di San Giorgio. Grazie alle nostre guide abbiamo anche avuto l’occasione di visitare la Chiesa di San Lot, fuori Madaba, difficilmente identificabile senza una persona del luogo. Nonostante all’esterno appaia un semplice magazzino, al suo interno è custodito un grande mosaico raffigurante tanti animali e alberi da frutta. Nei pressi della città anche il Monte Nebo, luogo biblico dal quale a Mosè fu mostrata la Terra Santa e ora luogo di pellegrinaggio. Prima di arrivare a Petra, tappa alla Riserva Biosfera di Dana: dall’antico borgo (che sta per essere trasformato in un albergo diffuso) parte un itinerario adatto a chi ama il trekking in mezzo ad uno spettacolo naturale unico.

Con la nostra guida Dyab raggiungiamo in serata la nostra meta, dove assistiamo allo spettacolo del ‘Petra Night‘, esibizione a mio avviso non delle migliori ma la location illuminata da mille candele è veramente indimenticabile e vale da sola il costo del biglietto. La mattina di buon ora si inizia a visitare il sito archeologico. Il percorso, tra andata e ritorno, dura più di 8 ore sotto un sole che non perdona e dalle salite impegnative. Ma tutta la fatica viene ripagata da uno degli spettacoli più belli al mondo, il Tesoro e il Monastero, oltre alle altre tombe nabatee che ti fanno sentire dentro il film ‘Indiana Jones e l’Ultima Crociata’ in cerca del Santo Graal. Ma c’è anche un altro film che viene in mente a Petra perchè i beduini hanno adottato lo stile di Johnny Deep ne ‘I pirati dei Caraibi’, quindi non stupitevi se qualche ‘Jack Sparrow’ vi offre di visitare il parco archeologico a bordo di un asino o vi offre un tè alla menta! Il percorso offre varie soste all’ombra dove rifocillarsi ma sicuramente un periodo meno caldo avrebbe reso la visita meno faticosa.

Lasciata la città scolpita nella pietra ci spostiamo nel deserto del Wadi Rum, con la sua sabbia rossa e i luoghi legati alla figura di Lawrence d’Arabia. Qui Dyab ci affida ad una guida beduina, Sultan che, dopo una passeggiata sul dromedario, ci mostra luoghi affascinanti e oasi nascoste che conservano il passaggio delle antiche carovane, fino a mostrarci un tramonto da sogno e preparandoci dal nulla un tè da sorseggiare ammirando i colori del cielo al calar del sole. La notte l’abbiamo trascorsa in un campo tendato suggeritoci dal nostro driver, con cena araba sotto un cielo stellato che difficilmente dimenticheremo (ma ci sono tutte queste stelle nel cielo?).

Dopo questa lunga avventura, tappa ad Aqaba, sul Mar Rosso, città vivace dove provare del buonissimo pesce e fare immersioni per ammirare la barriera corallina. Lasciata Aqaba ci dirigiamo verso il Mar Morto, non senza fare una tappa alla Riserva del Wadi Mujib. Un percorso lungo il letto di un fiume attraverso un canyon tra rapide, arrampicate e nuotate consigliato a chi ha un fisico allenato e una buona dose di coraggio ma sicuramente di grande fascino.

Finalmente giungiamo al Mar Morto, ultima tappa del nostro viaggio prima di ritornare a Palermo. La nostra guida ci consiglia un lido, per poter usufruire di tutti i servizi come docce, piscine e ristorante. L’acqua del Mar Morto, oltre ad essere salatissima e anche fin troppo calda, ma la sensazione che si prova è davvero curiosa, con questa forza che ti spinge verso l’alto e ti permette di galleggiare facilmente sul dorso. L’ultimo saluto alla Giordania ce lo regalano Dyab e Yassin: ammiriamo il tramonto a Madaba, vicino al Monte Nebo, sorseggiando tè e mangiando gustosissimi pasticcini arabi con miele e cannella e lasciando così la Giordania nel miglior modo possibile. (di Monia Marchese)

 

 

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