Gli stranieri scoprono i borghi italiani e il turismo slow

I turisti stranieri amano lo stile di vita autentico e “a misura d’uomo” dei borghi italiani con le sue tradizioni e i piaceri della tavola. Nell’anno che il Mibac ha dedicato al turismo “lento”, i dati parlano chiaro: nel 2017 sono stati circa 3,7 milioni gli arrivi (+7,5%; +12,2% stranieri e +4,4% italiani) e 14,3 milioni le giornate di presenza (+7,9%); la permanenza media nelle strutture è di 3,9 giorni, più alta rispetto alla media nazionale (3,4 giorni), mentre i turisti stranieri contribuiscono per il 45% al totale delle presenze. In crescita anche l’offerta ricettiva, con 216 mila posti letto in 10.335 esercizi ricettivi. Per il 2018 i dati provvisori disponibili (i definitivi usciranno il mese prossimo) rilevano una lieve crescita delle presenze (14.6 milioni, pari al +2% rispetto al 2017), l’aumento degli stranieri (+7,2% degli stranieri) e la diminuzione degli italiani (-2,2% degli italiani).

I dati sono stati illustrati dall’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” nella sede romana dell’Enit che ha anche annunciato l’uscita della guida “I Borghi più belli d’Italia” (edita dalla Ser – Società Editrice Romana) disponibile entro il mese di maggio in edicola, in libreria e online.

La pubblicazione, giunta alla quattordicesima edizione, quest’anno presenta 293 piccoli centri storici certificati, inferiori ai 15 mila abitanti, tutti dotati dei requisiti di bellezza urbanistica, architettonica, di qualità della vita, di accoglienza: un’edizione rinnovata, corredata da tantissime fotografie, che permette al futuro visitatore di scoprire la i luoghi e i paesaggi, l’arte, la storia, le tradizioni e i prodotti enogastronomici, ma anche di avere informazioni pratiche, legate alle strutture ricettive e commerciali.

“La nostra Associazione sta portando avanti un nuovo progetto per il 2019, il Borgo plastic free – ha annunciato Fiorello Primi, presidente de I Borghi più belli d’Italia – vogliamo fare una guerra totale alle microplastiche: bisogna preoccuparsi della bellezza dei borghi, ma anche della nostra salute”. Il presidente ha poi sottolineato che, se i dati del turismo sono positivi, resta comunque il problema della destagionalizzazione, con i borghi che nei mesi estivi sono presi d’assalto e il resto dell’anno si svuotano: “la stagionalità è legata anche al lavoro, che difficilmente può essere stabile se il turismo nei borghi c’è solo d’estate”, ha detto, “il problema è complesso e va aggredito su più fronti. Noi stiamo pensando a promuovere il turismo sociale, legato ad anziani, famiglie in difficoltà e disabili, e quello degli italiani all’estero, che magari hanno le loro radici familiari in uno di questi piccoli centri e vogliono ritrovarle”.

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