mercoledì, 26 giugno 2019

La svolta di Alpitour: da puri intermediari ora anche proprietari 

Alpitour punta a realizzare quest’anno 2 miliardi di fatturato e a migliorare la redditività. L’ha spiegato Gabriele Burgio, presidente e ad del Gruppo, in conferenza stampa a Milano. Nel 2018 il più noto dei tour operator italiani ha chiuso il bilancio con un fatturato di 1,682 miliardi e un ebitda di 59,9 milioni (46 milioni nel 2017). “Il fatturato conta ma è importante il risultato operativo. Siamo al 3% di ebitda sul fatturato. In linea con la concorrenza, perché è un settore con margini bassi, ma se facciamo più con il settore aviation e con quello alberghi dovremmo migliorare anche il contributo alla redditività”.

Il 2019 sarà un anno di “consolidamento” delle tante novità arrivate nel gruppo negli ultimi anni, sarà anche quello che segnerà un definitivo cambio “epocale” nell’approccio industriale. “Siamo nati come puro intermediario, cioè che compera stanze e volo e ne fa un pacchetto. Ma è una politica industriale fragile” ha spiegato Burgio. Di qui la decisione di investire maggiormente sugli alberghi di proprietà, che sono circa 20 sui 2.000 offerti.

Quindi Burgio ha parlato anche del problema che per ora ha investito i B737: “di questo tipo di velivoli ne abbiamo 4 in ordine e la consegna è prevista nel 2019, ma è probabile che tutto scivoli. Siamo in stand by come gli altri clienti di Boeing nel mondo”. Burgio si è anche detto fiducioso che quello del velivolo sia un problema di software che potrà essere risolto in tempi relativamente brevi, a differenza di un ipotetico difetto strutturale che richiederebbe invece una radicale rivisitazione del progetto. Gli aerei in consegna sono destinati ad un ammodernamento e non ad una implementazione della flotta di Neos, quindi non ci saranno ripercussioni sull’operatività dei voli in caso di slittamento della consegna. Neos ha in tutto 12 aerei, di cui 5 dedicati al lungo raggio. “Abbiamo fatto uno sforzo importante sul rinnovo” ha sottolineato Burgio, ricordando che presto arriverà anche il quarto Boeing 787 ‘Dreamliner’ e che Neos “deve fare almeno il 50% del fatturato con parti terze, per evitare che eventuali problemi del Tour operator si riversino sul vettore”.

 

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