FS, Toninelli esclude possibilità di quotazioni in Borsa

Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti, ha deciso di blocca la prospettiva della Borsa per le FS e ribadisce la retromarcia alla fusione con Anas. “Non c’è più nessuna possibilità che la quotazione accada”, dice il ministro. Quanto all’incorporazione di Anas nelle Ferrovie, il ministro la definisce ‘un fallimento annunciato’, poi parla di un dossier aperto con “soluzioni abbastanza evidenti da prendere”, ma senza entrare nei dettagli su come annullare l’operazione, che è attiva da gennaio. “Non abbiamo così tanto tempo”, aggiunge Toninelli osservando che “è una cosa che faremo entro l’anno, sicuramente”.

Solo su una questione Toninelli sottolinea la ‘continuità’ ed è il rinnovo, prima della scadenza, dei vertici delle FS con la nomina di quelli che definisce “due grandi dirigenti interni”, l’ad Gianfranco Battisti e il presidente Gianluigi Vittorio Castelli, il primo dei quali, rimarca il ministro, “ha lavorato in FS per 20 anni e partecipato al successo dell’AV in Italia”.
Vertici ai quali il ministro rivolge anche il proprio plauso per il “bel modo di iniziare”, con la scelta di non sponsorizzare la Coppa Italia: “Spira già un vento nuovo in Fs”, scrive il ministro su twitter, sottolineando che i 20 milioni di sponsorizzazione di Trenitalia al calcio “ora li potremo usare per le tratte dei pendolari”.
Ritornando alle nomine, Toninelli rifiuta le accuse che si sia trattato di un caso di spoil system e parla di una scelta obbligata, dopo che il cda ha rifiutato di applicare la clausola etica dello statuto delle Fs che prevede la decadenza automatica dell’amministratore delegato, allora Renato Mazzoncini, dopo il suo rinvio a giudizio per truffa nell’inchiesta Umbria mobilità. “C’è stato tutto tranne che la volontà di occupare poltrone”, rivendica il ministro. Una bacchettata alle FS, però, arriva dall’Autorità di regolazione dei trasporti. L’Art ha inflitto una multa di 620.000 euro a Rfi (Gruppo Fs) per non aver assicurato condizioni eque e non discriminatorie sull’accesso alla rete: Rfi, secondo quanto emerge dal procedimento scattato da una denuncia del concorrente Italo-Ntv, non ha informato, in maniera tempestiva e simmetrica, le imprese ferroviarie, con la sola eccezione dell’ ‘incumbent’ Trenitalia, sul potenziamento della rete AV che avrebbe consentito ai treni ETR1000 di marciare oltre i 300 km/h.

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