mercoledì, 18 settembre 2019

Italo pronto ad azione legale contro Rfi: ci ha negato aumento capacità

È scontro tra Italo e Rfi, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria del Gruppo Fs. L’operatore ferroviario privato sostiene che Rfi non stia agendo in maniera terza e indipendente e si apprende che sarebbe pronta ad avviare azioni legali nei sui confronti per ottenere il risarcimento dei danni subiti.
Il gestore ha “inopinatamente e all’ultimo minuto” negato l’incremento di capacità chiesto da Italo da circa un anno, ha detto l’ad di Italo Giambattista La Rocca in un’audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato. “Al momento ci troviamo nella paradossale situazione per cui Italo”, a causa delle scelte di Rfi, “non solo non riesce ad estendere il proprio network e a dar seguito agli ingenti investimenti messi in campo per accrescere la quantità e qualità del servizio Av, ma addirittura rischia di essere esclusa dal mercato”, ha spiegato La Rocca.
La decisione di Rfi di negare ad Italo l’aumento di capacità, nonostante l’infrastruttura non sia satura e nonostante ci fosse una soluzione condivisa – ha evidenziato il manager – mette ora la società privata “nell’impossibilità di richiedere gli slot per l’anno prossimo e di far circolare 10 treni già acquistati”.
Ma il gestore ribatte a stretto giro alle accuse di Italo-Ntv. “Rfi conferma che le proprie scelte operative sono sempre improntate a valori di terzietà verso tutte le imprese ferroviarie”, afferma, sottolineando che “nelle scorse settimane ha inviato a Trenitalia e Italo-NTV, nel pieno rispetto dei principi di equità e non discriminazione, alcune proposte per i nuovi orari, contenenti tra l’altro misure per ridurre le interferenze di circolazione e migliorare così gli indici di puntualità, incrementando al contempo la capacità a disposizione delle imprese”.
La situazione è comunque già sul tavolo dell’Autorità di regolazione dei trasporti, cui Italo ha inviato una segnalazione. E sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, presentando un esposto all’Antitrust “per accertare eventuali comportamenti di Rfi in violazione delle normative vigenti” sulla concorrenza.

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