Sabato a Parigi vertice Ue su sicurezza treni: si va verso controlli più rigidi

‘Sceriffi’ e telecamere a circuito chiuso a bordo dei vagoni, controlli con scanner su passeggeri e bagagli prima dell’imbarco: dopo l’attacco sventato al Tgv Thalys Amsterdam-Parigi l’Ue si riunisce sabato a Parigi per individuare nuove misure di sicurezza da introdurre – in modo omogeneo – sulla rete dei treni ad alta velocità. Si punta a serrare i ranghi, come già accade col trasporto aereo.      

In Francia vengono scongiurati “attentati ogni giorno”, mette in guardia il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve promotore del vertice, a cui è prevista la partecipazione dei suoi omologhi e dei responsabili dei Trasporti di Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Lussemburgo, Olanda, tutti Stati con connessioni ferroviarie veloci con la Francia.

Dal vertice si attende un mandato all’esecutivo comunitario (che sarà rappresentata dai commissari ai Trasporti Violeta Bulc e all’Interno Dimitris Avramopoulos) per una proposta a stretto giro, compatibile con la libera circolazione prevista dal Trattato di Schengen.

Tra le ipotesi al vaglio: l’installazione di videocamere di sorveglianza e di vigilantes armati in abiti civili a bordo dei convogli. Anche i controlli su bagagli e passeggeri, da effettuare con scanner a raggi x prima della partenza, saranno un punto all’attenzione. E per infrastrutture altamente sensibili, come l’Eurotunnel, potrebbero essere utilizzati ‘body scanner’, sistemi più sofisticati capaci di individuare esplosivi come il plastico.

Tra i punti di criticità: i costi e i ritardi che le misure potrebbero provocare sugli imbarchi, oltre al fatto che il sistema ferroviario è di competenza degli Stati, con sistemi di sicurezza diversi a seconda dei Paesi.

Il dossier arriverà sul tavolo del Gruppo di esperti sulla sicurezza per il trasporto di terra, composto dai rappresentanti dei 28 Stati, da quelli dell’industria ferroviaria e della Commissione Ue, in seduta straordinaria l’11 settembre. Ma una vera decisione politica su come proseguire arriverà solo col consiglio dei ministri dei Trasporti europei, l’8 ottobre.

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