Via libera alla legge delega sul Turismo. Centinaio: stop all’abusivismo     

La legge Delega al Turismo ha ricevuto l’ok della Camera. Esulta il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio: “oggi è un giorno importante per il turismo italiano. È stata approvata alla Camera la legge delega che contiene importantissimi emendamenti, fondamentali per tutto il settore, da troppi anni senza una visione strategica e programmatica all’altezza”.

E oggi a Cagliari il ministro ha detto: “Sono molto soddisfatto, era lo strumento che al ministero serve per lavorare ancora più velocemente, ho apprezzato in particolare il fatto che non ci sia stato un solo voto contrario. Il provvedimento introduce il codice identificativo per le strutture ricettive, quindi servirà a dire basta all’abusivismo. Si lavorerà poi sulla questione relativa alle professioni turistiche, e a settembre lanceremo il progetto di riordino di tutte le professioni”.

“Abbiamo deciso di guardare alle categorie deboli, al territorio, in tutte le sue declinazioni, alle radici, solo per citare alcuni provvedimenti, per poter dare un indirizzo specifico e non più astratto a tutto il comparto. Il turismo accessibile, il turismo rurale, il turismo sanitario e termale, il turismo esperienziale, l’itti turismo, e il turismo delle radici, potranno ciascuno rispondere a esigenze, caratteristiche e peculiarità di ciascun viaggiatore, senza lasciare più nulla al caso. In meno di un anno abbiamo portato a casa il codice identificativo, la carta del turista, la tax credit – continua il ministro Centinaio – stiamo continuando a lavorare su importanti accordi di promozione internazionale, abbiamo rilanciato l’Enit, oggi è la volta della legge delega sul turismo. Continuiamo a lavorare con serietà – conclude – per portare a casa provvedimenti concreti, non vuote promesse, che porteranno il turismo a diventare sempre di più uno dei settori trainanti del sistema Italia”.

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  • GG

    Il ministro a quanto pare vive di illusioni. L’opprimente burocrazia farà chiudere non molte, ma moltissime attività. Il “nero”, anche senza migranti, continuerà a dominare il mercato. Il ministro faccia qualcosa per tutelare le aziende esistenti e che contribuiscono ad aumentare il PIL con l’Incoming. Ma queste cose lui non le può sapere, non avendo mai fatto niente per l’Incoming. E intanto gli stranieri ci rosicchiano sempre di più il mercato. Ma un po’ di “sviluppina” (come si diceva sotto la Naja) non ce l’ha nessuno?