Italia-Cina: prove tecniche in vista dell’Anno culturale turismo 2020

È stato il primo evento di preparazione al 2020, proclamato Anno culturale del turismo tra Cina e Italia: la Conferenza organizzata dall’Ufficio nazionale del turismo cinese di Roma e ospitata dal Museo Leonardo da Vinci di Milano, lo scorso lunedì pomeriggio, è stata una sorta di trailer di come potrà svilupparsi questa collaborazione. I due Paesi, infatti, stanno già aumentando i flussi in entrambe le direzioni. E se l’aumento del numero di italiani attratti dal fascino dell’Estremo oriente non è certo un fatto recente, può sorprendere non tanto il numero di cinesi che scelgono l’Italia (al dodicesimo posto tra le mete scelte dagli oltre 149 milioni di cinesi che hanno viaggiato fuori dai loro confini) quanto l’evoluzione dei comportamenti nella maggior parte di loro.

Secondo un’indagine condotta da Unionpay, e presentata alla conferenza dal responsabile del Sud Europa di questa società, Gao Yunfeng, i viaggiatori individuali nel 2018 sono stati il 60% dei cinesi. E per i loro soggiorni in Europa hanno preferito lo shopping di lusso e la scoperta di gastronomia di qualità.

Più che giustificato, quindi, l’impegno delle istituzioni locali a promuovere i territori e le eccellenze del food. Di questo hanno parlato Mario Almasio, in rappresentanza del Comune di Milano, e Gianfranco Comaschi, presidente dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Tra le caratteristiche del turismo cinese in Italia, infatti, c’è proprio la voglia di conoscere le destinazioni al di fuori delle città d’obbligo: mentre per la Francia, il Regno Unito o la Svizzera, che continuano ad attrarre un numero maggiore di turisti cinesi, i soggiorni si concentrano nelle capitali e in pochissime altre città, per l’Italia la richiesta è più diversificata e mostra l’interesse per l’intero territorio, comprese regioni lontane dalle capitali del turismo organizzato, ovvero Roma, Venezia e Firenze. La Puglia, per esempio, è già tra le destinazioni più richieste. Mentre gli itinerari del vino suscitano l’interesse dei cinesi, purché vengano organizzati con guide e personale competente e specializzato, che naturalmente conosca il mandarino.

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