mercoledì, 23 ottobre 2019

Paura non scoraggia più le partenze: boom per mete domestiche e lungo raggio

Metabolizzato anche il pomeriggio di terrore di Monaco, nel pieno di questa atroce estate di stragi, attentati, sparatorie, dove il terrorismo non colpisce più solo il Medioriente, la ricerca delle destinazioni “sicure” diventa un vero e proprio Risiko.

“E’ fermo tutto il Nord Africa – spiega Jacopo De Ria, presidente di Fiavet – con cali in Egitto dell’80% ma anche la Turchia sta pagando con un -50%. Però ormai non è più come ai tempi della guerra in Iraq quando i telefoni in agenzia non suonarono per settimane. Anche se è brutto dirlo, ci si sta in qualche modo ‘abituando’. E si cambia meta: i nostri clienti stanno prenotando molto l’Italia che è in aumento del 5-10% (specialmente Sardegna, Sicilia e Puglia), la Spagna e anche la Grecia. Sono in gran crescita le crociere e sul lungo raggio sono gettonatissimi Usa, Caraibi, Madagascar, Thailandia e Giappone (cresciuto quasi del 50% rispetto allo scorso anno)”.   

“Di sicuro gli italiani – aggiunge Nardo Filippetti, presidente di Astoi – continuano ad andare in vacanza. Si pensava che solo Tunisia ed Egitto fossero paesi “invisitabili”, poi abbiamo scoperto che il terrorismo ce lo abbiamo dentro casa (Belgio, Francia ecc). Prima questi episodi attanagliavano le persone nella scelta di andare in vacanza e fermavano tutto. Diciamolo, se fosse successo un attentato come quello di Nizza 3 o 4 anni fa, avremmo avuto una caduta della domanda in entrata per destinazioni di vacanza dell’80%. Ora non abbiamo avuto la caduta di nemmeno un punto percentuale: c’è più fatalismo”.

Tra le mete molto richieste anche l’Oman. “Un paese – dice Filippetti – bellissimo, musulmano con un sultano molto lungimirante, più sicuro in questo momento di Parigi”.   

La conferma del momento buio della Turchia arriva anche da Avventure nel Mondo, dove non è attivo nessun viaggio per il Paese: “In questo momento – spiega Filippo Nugari della direzione – chi cercava un viaggio di forte dinamismo culturale e etnografico come quello turco,  va in Grecia o in Iran, paese con una stabilità di vecchia data e una forte volontà di accogliere i turisti. Forte crescita, forse con la complicità dei Vichinghi a Euro 2016, dell’Islanda”.    

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