domenica, 8 dicembre 2019

Tassa soggiorno da 0,5 a 5 euro, Pd: Brambilla dov’è?

Nella nuova versione del decreto potrà essere istituita solo dai comuni capoluogo di provincia

La tassa di soggiorno sarà tra 0,5 e 5 euro a notte a seconda della classificazione della struttura ricettiva e potrà essere istituita solo dai Comuni capoluogo di provincia. E' quanto prevede l'ultima ipotesi del decreto attuativo del federalismo fiscale sul federalismo municipale messa che dovrebbe essere recepita nel parere del relatore Enrico La Loggia al decreto in commissione bicamerale. "I comuni capoluogo di provincia – si legge nel testo – possono istituire con deliberazione del consiglio comunale, una imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare secondo criteri di gradualità in proporzione alla loro classificazione da 0,5 a 5 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo".
Perplessità sull'introduzione della tassa è stata espressa da Lanfranco Massari, presidente di FederCultura Turismo Sport – Confcooperative. "Per ridare fiato e corsa al turismo – sottolinea Massari – c'é bisogno di misure volte a favorire una maggiore competitività delle imprese turistiche. La tassa di soggiorno va esattamente nel senso contrario. Chiediamo, pertanto – conclude – un intervento del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla a difesa degli interessi del settore turistico che rischia di vedere frenata la timida ripresa in corso per l'appesantimento fiscale di questo nuovo balzello introdotto per risanare i bilanci comunali, penalizzati negli ultimi anni dalla riduzione del gettito ici".
E a proposito della Brambilla, Armando Cirillo, responsabile Turismo del Pd, chiama in causa proprio il ministro. "Il silenzio del ministro del turismo sull'assurda tassa di soggiorno proposta dal suo collega Calderoli è inaccettabile". "Chiediamo al Ministro Brambilla – prosegue l'esponente democratico – di illustrarci la sua opinione sulla tassa di soggiorno ed in particolare di dirci se coincide con quella del ninistro Calderoli. Gli operatori aspettavano risposte anticrisi, ma da quanto si apprende, il governo Berlusconi utilizza il federalismo fiscale per introdurre una tassa incomprensibile sul turismo". 
Infine, s
econdo il presidente di Confcommercio-Imprese per l'Italia, Carlo Sangalli, è "un errore da ‘matita blu' l'idea che il federalismo municipale nasca all'insegna del ritorno alla tassa di soggiorno perché i Comuni potranno così pur realizzare nuove entrate ma, di certo, la tassa di soggiorno colpirà fortemente la competitività del turismo italiano, che avrebbe invece la necessità di essere sostenuta con scelte di tutt'altro segno, a partire dalla riduzione dell'Iva e dell'Irap".

News Correlate