lunedì, 16 settembre 2019

WeChat sbarca a Bruxelles, occasione per turismo su mercato cinese

A Bruxelles fa il suo ingresso ‘WeChat’, la piattaforma di messaggistica online cinese e canale preferenziale per pagamenti e commercio elettronico. Obiettivo della piattaforma è presentare le grandi potenzialità di mercato che aprirebbe alle aziende europee, in particolare quelle del lusso e del turismo, come canale per avvicinare brand e aziende europee ai consumatori cinesi.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione per la cooperazione digitale tra la Cina e l’Europa ChinaEU, ha fatto incontrare con il nuovo direttore di Tencent Europe Andrea Ghizzoni oltre 40 rappresentanti dell’industria del lusso, della moda, del retail, del turismo e dell’ospitalità da tutta Europa tra cui, LVMH, Ferrero, FederlegnoArredo, Marriott Hotel, Leonardo Hotel, EuroCommerce, Les Auberges de Jeunesse, e rappresentanti di governi europei interessati a promuovere la presenza di turisti cinesi.   

Saranno circa 700 milioni le visite dei cinesi all’estero da qui ai prossimi 5 anni, e i turisti cinesi si classificano tra i più attivi spenditori mondiali, in particolare nella categoria del lusso.

“Tramite WeChat – ha spiegato Ghizzoni – è possibile comunicare in maniera personale con campagne pubblicitarie mirate ‘super targeting’, offrendo anche coupon per visitare un museo o soggiornare in un hotel, sconti per acquistare prodotti, e così via. Diversi Paesi nel Sud Est Asiatico e l’Australia hanno già attivato questo canale, e l’invito è che ora lo faccia anche l’Europa in vista tra l’altro del 2018, l’anno del turismo Cina-Ue con diverse attività in programma dirette da Commissione europea e governo cinese le cui attività preparatorie inizieranno quest’anno con la Shanghai World Travel Fair a maggio”.

Un interesse strategico in particolare per l’Italia, che grazie all’azione di Ghizzoni in soli due anni ha visto oltre 50 suoi brand entrare in contatto con la comunità di WeChat: oltre 800 milioni di utenti mensili, tanti quanto il numero di utilizzatori di smartphone in Cina. 

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