martedì, 22 ottobre 2019

Ciclovia dell’Acquedotto risorsa strategica per il turismo in Puglia

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è un progetto strategico per il turismo in Puglia. È il messaggio lanciato dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto e dalla Fiab-coordinamento Apulo-Lucano con due documenti presentati a Martina Franca durante il tavolo promosso da Pugliapromozione per la definizione del Piano strategico del turismo 2016/25.

“Come sottolineato dal ministro Graziano Delrio – spiega Cosimo Chiffi, portavoce del Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto – è necessario che l’infrastruttura cicloturistica diventi uno dei pezzi dell’industria turistica del Paese. Non a caso la realizzazione delle ciclovie nazionali verrà attuata attraverso una cabina di regia congiunta tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e il Mibact ”.

“Il cicloturismo – afferma Giuseppe Dimunno, del coordinamento Fiab di Puglia e Basilicata – ha bisogno di 3 infrastrutture: la prima è l’intermodalità; la seconda è un territorio ben curato; la terza è l’informazione, la formazione e la promozione finalizzata al brand cicloturismo in Puglia”.

La Ciclovia dell’Acquedotto è un progetto che sfrutta le piste di servizio che per la gran parte del tracciato seguono le condotte dell’Acquedotto Pugliese. Ideata dalla Regione Puglia, è stata inserita come “opera di priorità nazionale” nella Legge di Stabilità approvata nel dicembre scorso ed ora si attende la definizione del Protocollo d’intesa fra il MIT e le Regioni interessate.

La Ciclovia dell’Acquedotto potrebbe dare impulso allo sviluppo turistico ed economico dei territori attraversati, dall’Irpinia al Vulture, dal Parco dell’Alta Murgia alla Valle d’Itria, dall’Arneo, fino al Capo di Leuca.

“La richiesta principale del Coordinamento dal Basso – sottolinea Cosimo Chiffi – è che venga fatto tutto il possibile per preservare autenticità, naturalità e inserimento nel paesaggio dell’itinerario, senza necessariamente dover ricostruire da zero l’esistente e privilegiando interventi leggeri di semplice ripristino e restauro”.

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