martedì, 19 febbraio 2019

A Birgi garantiti i livelli occupazionali studiando il modello Malpensa

Per l’anno 2019 a Birgi saranno garantiti i livelli di occupazione. Lo hanno assicurato i vertici di Airgest nel corso di un incontro tra il presidente della società di gestione Paolo Angius, e le rappresentanze sindacali dei lavoratori dello scalo. Dopo aver fatto il punto sulla situazione attuale dell’aeroporto, tra cui le questioni in sospeso della nomina del nuovo direttore, della valutazione dell’ipotesi di fusione con l’aeroporto di Palermo e delle possibili nuove rotte già dalla stagione invernale in atto e dalla prossima estiva, Angius ha lasciato la parola alla responsabile Giusi Di Vita che ha parlato dell’anno 2018 di Airgest, caratterizzato dallo stato di crisi, con l’accordo di contratto di solidarietà, firmato a novembre del 2017 e revocato il 31 agosto del 2018. “ Inoltre – ha affermato Di Vita – è stato deciso, con le organizzazioni sindacali, l’insediamento di un tavolo tecnico per individuare una migliore organizzazione di lavoro delle risorse, in funzione della operatività dello scalo”.

Intanto a Marsala la Lega ha presentato un progetto per la rinascita dell’aeroporto trapanese. Seccando Salvatore Ombra, ex presidente di Airgest, il manager che tra il 2007 ed il 2012 portò l’aeroporto da 300 mila a quasi 2 milioni di viaggiatori (dal ventinovesimo al diciassettesimo posto tra i 32 scali italiani importanti), “Birgi è un praticamente in chiusura. Mi risulta che Ryanair vanti ancora arretrati per circa 500 mila euro dai comuni trapanesi per gli accordi di co-marketing. La compagnia irlandese può essere interessata a volare sul trapanese, ma prima gli si saldino i debiti e solo allora potrà partire una trattativa seria con la Regione”.

“Sono convinto – ha aggiunto – che il modello vincente oggi siano i sistemi aeroportuali, non credo alle fusioni delle società, come avviene al momento a Trapani e Palermo. E non ritengo che Birgi abbia bisogno di una nuova compagnia, basta attrarre quelle già esistenti in Europa. Studi rivelano che gli aeroporti in Sicilia potrebbero assorbire ancora 21 milioni di passeggeri. L’Irlanda, per fare un paragone, ne gestisce 30 milioni. Se vogliamo davvero salvare Birgi, entro 18 mesi al massimo, dovremo dargli un sistema di gestione che gli consenta di puntare a 3 milioni di passeggeri. O sarà la fine”.

All’incontro, al quale ha presenziato il sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, sono intervenuti Igor Gelarda, consigliere comunale di Palermo e responsabile regionale Enti locali della Lega; il deputato della Lega Leonardo Tarantino; Andrea Cassani, sindaco leghista di Gallarate; Tommaso Dragotto, titolare di Sicily by car, anche lui contrario alla fusione societaria tra Birgi e Punta Raisi.

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