venerdì, 22 novembre 2019

Salta quotazione Sac, ma ora lo scalo di Catania chiede certezze sul futuro

Convocare urgentemente un tavolo di confronto per mettere a fuoco gli scenari mutati dopo la decisione dell’assemblea del 30 maggio scorso, che ha interrotto il percorso della quotazione in Borsa della Sac, la società di gestione dello scalo catanese. Lo chiedono il presidente della Sac Salvatore Bonura e l’amministratore delegato Gaetano Mancini al presidente della Regione e ai rappresentanti degli enti soci.

“Le scelte fatte, in piena legittimità, dai commissari nominati dal presidente della Regione Rosario Crocetta – sottolineano Bonura e Mancini – richiedono l’individuazione di misure alternative da definire con urgenza, pena il rischio di compromettere seriamente la società. Che sia Borsa o un operatore privato per il management Sac non può che essere indifferente. La decisione della quotazione risale a due anni fa su input degli enti soci. La questione è stata posta nove volte in assemblea e si è sempre conclusa con voto unanime. Andava bene e va bene anche qualunque altra legittima soluzione alternativa. Ma bisogna avere chiari i tempi e l’esigenza di adottare opzioni che diano la necessaria capitalizzazione”.

In questi giorni si è pure discusso dell’ipotesi di indebitamento della società o di ricorso a finanziamenti pubblici per gli investimenti. Ma, per i vertici della Sac, nessuna delle due strade è percorribile, sia per i parametri di indebitamento che ciò comporterebbe, sia per le regole sugli aiuti di Stato. Senza contare che vendere le quote dei soci attuali “porterebbe capitali in Sac ed esporrebbe la società al default nei confronti dell’Enac, per gli obblighi della concessione quarantennale, e delle banche, in ragione del contratto di finanziamento in essere, alla luce del fatto che la società si troverebbe davanti a un fabbisogno finanziario aggiuntivo in assenza di garanzie da adeguato capitale sociale”.

Infine, c’è il fattore tempo. Avendo oggi a disposizione solo 60 milioni di euro a fronte dei 165 necessari, si rischia di arrivare con la società in asfissia finanziaria al momento della vendita. E quindi la Sac potrebbe essere svenduta. 

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