Palermo, dissequestrato l’Astoria mentre chiude l’ex Jolly Hotel

Dissequestrati i beni del gruppo Ponte che amministra tre alberghi a Palermo: Astoria, Garibaldi e Vecchio Borgo. I sigilli erano scattati un paio d’anni fa per la presunta commistione della proprietà con la famiglia Sbeglia e in particolare con Marcello, sotto inchiesta per mafia. L’indagine era nata da rapporti poco chiari fra il gruppo Ponte e la famiglia Sbeglia, soprattutto riguardo alla gestione dell’hotel Garibaldi e all’acquisto da parte del Gruppo Ponte di un credito vantato da Sicilcassa nei confronti degli Sbeglia. I Ponte si sono sempre difesi dicendo di avere messo a segno un’operazione finanziaria a loro favorevole, senza avvantaggiare gli Sbeglia.

Dall’altro lato della Sicilia, e precisamente ad Agrigento, da rilevare il caso del Grand Hotel Mosè, che risulta tra le aziende confiscate al patrimonio dei fratelli Russello di Agrigento per un valore complessivo di circa 71 milioni di euro. Rilevato dall’amministrazione giudiziaria nel 2013 in condizioni di imminente chiusura, in soli due anni, sotto la gestione dello Stato, ha triplicato il numero dei dipendenti e raddoppiato il fatturato. Oggi è stato definitivamente tolto agli eredi.

Intanto a partire dal 15 settembre 2016, chiuderà definitivamente i battenti l’Nh Hotel di Palermo, meglio noto col vecchio nome Jolly. La Filcams Cgil, dopo aver incontrato i lavoratori, esprime la contrarietà per il provvedimento. Le organizzazioni sindacali hanno ricevuto la comunicazione della cessazione delle attività e dell’esubero dei 25 dipendenti in seguito all’apertura della procedura di mobilità nazionale.

L’Nh di Palermo avrebbe registrato, secondo l’azienda, le peggiori performance economiche di tutto il gruppo, non solo a livello nazionale ma europeo. Nei mesi di novembre, dicembre gennaio, febbraio e marzo i risultati negativi avrebbero compromesso il risultato raggiunto su base annuale.  

 

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