martedì, 10 dicembre 2019

Apre al pubblico il giardino del sir inglese che fece rinascere la Valle dei Templi

Nuova attrazione alla Valle dei Templi di Agrigento. Da ieri, domenica 25 agosto, è aperto al pubblico il giardino di Villa Aurea, la residenza di Sir Alexander Hardcastle, il capitano inglese che contribuì alla rinascita della Valle dei Templi all’inizio del ’900. Restaurato e sistemato, il giardino offre uno spaccato inedito sull’area archeologica. Tra cespugli e macchia mediterranea, si scoprono i resti di una necropoli paleocristiana con ipogei e tombe ancora visibili.

“Un nuovo tassello che aggiungiamo alla visita della Valle dei Templi, già indimenticabile – spiega il direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta -. Ma l’apertura del giardino ci permette di ricordare e far conoscere la figura di un mecenate d’altri tempi che ha veramente fatto rinascere la Valle e a cui dobbiamo moltissimo: quando riuscì a rialzare le colonne del tempio di Eracle, ricostituendolo alla vista, finì sulla copertina del Times. Ma poi fu dimenticato”.

Dal 1921 al 1932, Villa Aurea fu la dimora di Sir Hardcastle, capitano dell’esercito inglese di nobili origini che acquistò la villa di campagna della fine dell’Ottocento che si trova lungo le mura dell’antica Akragas, fra il tempio della Concordia e quello di Ercole, e la chiamò Villa Aurea per la vicinanza all’omonima porta delle antiche fortificazioni.

Il capitano Hardcastle dedica dodici anni a un’intensa attività archeologica, spendendo – da vero mecenate – le sue ricchezze per finanziare numerose campagne di scavo in stretta collaborazione con l’archeologo Pirro Marconi.

Il giardino di Villa Aurea – in parte realizzato sui resti di una necropoli paleocristiana con ipogei e tombe ancora visibili – offre un vero viaggio sensoriale nella macchia mediterranea, tra specie esotiche ed esemplari rari, come l’Eucalyptus erythrocorys, forse unica presenza nei giardini storici siciliani. I viali che attraversano il giardino permettono di scoprire resti archeologici, che appaiono tra siepi profumate di mirto, rosmarino e lavanda, alternati a scorci sui templi, sulla campagna agrigentina, coltivata a mandorli e olivi, e sulla pianura verso sud fino al Mediterraneo.

L’ingresso al giardino è gratuito con il biglietto di accesso alla Valle dei Templi aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 20, ultimo ingresso alle 19.

 

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