giovedì, 21 novembre 2019

Meloni: ministero del Turismo e infrastrutture per rilanciare settore 

“Se noi che siamo la patria del sole nel settore del turismo guadagniamo gli stessi soldi della Gran Bretagna che, non me ve vogliano, è la patria della pioggia, allora c’è qualcosa che non funziona”. Lo detto Giorgia Meloni intervenendo, in video conferenza, agli Stati generali del Turismo di FdI che si sono svolti ieri a Catania.

“Promuovere l’Italia – ha aggiunto – è un impegno importante che non può essere demandato alle regioni, ma deve essere una priorità dello Stato. Noi abbiamo un marchio fortissimo, ma non siamo in grado di utilizzarlo. Abbiamo più di mille enti che si occupano di turismo. E non mi sembra che sia normale. Per questo – ha ricordato – da tempo chiediamo l’istituzione di un ministero del Turismo, che sappia fare sinergia con tutti gli attori in campo. C’è una grande miopia alla base di tutto questo. In Italia si incentiva l’arrivo di tutti, tranne di quelli che spendono i soldi: i turisti”.

Quindi la Meloni ha annunciato “tolleranza zero contro ogni forma di illegalità, di irregolarità e di abusivismo, compreso quello delle strutture ricettive”.  Tra le proposte di FdI nel settore, ha ricordato, ci sono “l’istituzione di una scuola nazionale di alta formazione turistica, di favorire i grandi eventi invece di temerli, vincolare i proventi della tassa di soggiorno ad investimenti nel campo turistico, perché uno le tasse le paga più volentieri se capisce dove vanno a finire qui soldi”.

“La proposta di legge ‘Più Italia’ indica nel turismo – ha spiegato invece il deputato Riccardo Zucconi, primo firmatario della proposta di legge di FdI – una leva per risollevare l’economia del nostro Paese. Prevede l’istituzione di un ministero del Turismo più agile, autonomo e dotato di risorse proprie, e di un fondo per il sostegno dell’offerta turistica, l’istituzione di una scuola nazionale di alta formazione e finanziamenti per il miglioramento dell’offerta formativa degli istituti professionali di Stato del settore”.

“E’ indispensabile – ha aggiunto il coordinatore nazionale Cna Turismo e Commercio, Cristiano Tomei – potenziare la sostenibilità e la mobilita turistica in tutte le destinazioni del Paese integrando la cultura con le eccellenze enogastronomiche e identitarie di un territorio nazionale che vanta oltre 50 siti Unesco”.

Per il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina, “occorre dare vita a un ministero del Turismo per dare al comparto quella dignità che merita e per potenziare la filiera, incidendo sulla stagionalità della domanda e sulla formazione”.

Il direttore generale di Federturismo Confindustria, Antonio Barreca, ha invece sottolineato come “l’Italia stia consolidando la propria presenza come ‘super brand’ sul mercato turistico globale e si mantiene all’ottavo posto nella classifica dei 100 brand-Paese a maggior valore economico. Il vero nodo e’ costituito dalla costruzione di un efficace ‘prodotto-Italia’ e dalla promozione unitaria e sistematica dell’offerta turistica che deve realizzarsi attraverso efficaci strategie di marketing abbinando alla promozione turistica un miglioramento dell’ecommerce”.

A margine degli Stati generali, Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio, si è espresso sulla proposta di legge presentata alla Camera da Zucconi: “la proposta di legge riconosce al turismo il suo effettivo ruolo di settore trainante dell’economia nazionale: nella creazione di posti di lavoro e nel contributo determinante al Pil e alla bilancia commerciale. Alcuni elementi sono migliorabili, ad esempio inserire esplicitamente nel programma della Scuola di alta formazione da istituire, insegnamenti di data mining e data processing, fondamentali per calcolare il posizionamento competitivo. E ancora adottare azioni decise di lotta all’abusivismo non solo nel campo della ricettività ma anche dell’intermediazione, dei servizi di ristorazione ed intrattenimento e delle attività di accompagnamento e guida turistica. Prevedere, in forma strutturale e per tutte le imprese del settore, la deducibilità completa del costo del lavoro stagionale dall’Irap, nonché il calcolo della Tari commisurato all’effettiva apertura per le attività stagionali. E rifinanziare e potenziare i crediti d’imposta digitalizzazione e riqualificazione già previsti dal Decreto Art bonus del 2014, prevedendo analoghi strumenti in favore degli altri comparti del settore, dal Turismo open air alla ristorazione. Inoltre deve essere seriamente affrontato il tema della sostenibilità, motore di sviluppo per i prossimi anni. Tuttavia la direzione intrapresa dalla proposta è quella giusta, ma bisogna fare in fretta, perché l’assetto competitivo sta cambiando molto velocemente e non c’è tempo da perdere”.

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