Bankitalia: economia siciliana al palo, soffre anche il turismo

L’economia siciliana rallenta. Nel 2018, secondo il report della Banca d’Italia (consultabile per intero cliccando qui), tutti i settori produttivi sono rimasti al palo, in un quadro nazionale ed europeo di regressione. E soffre anche il turismo che cresce in presenze ma registra un rallentamento rispetto al 2017.

Secondo i dati, ancora provvisori, della Regione siciliana, se in quell’anno il numero dei posti letto è aumentato del 7,3%, nel 2018 la percentuale si è fermata al +2,9%. Il rallentamento riguarda la componente del turismo nazionale, in calo, mentre i pernottamenti degli stranieri sono aumentati. Fanno eccezione le province di Palermo e Ragusa, dove le presenze sono aumentate rispettivamente del 10,3% e del 13,2%.

Come nell’anno precedente, l’incremento dei pernottamenti nelle strutture extra alberghiere è stato nettamente superiore a quello registrato negli alberghi; negli ultimi anni l’offerta ricettiva si è rimodulata, in ragione delle tendenze del settore turistico e dell’emergere di nuove modalità di alloggio.

Inoltre, secondo l’indagine della Banca d’Italia sul turismo internazionale la spesa media dei turisti stranieri è diminuita, come già accaduto nel 2017, nonostante che i giorni di permanenza media si siano mantenuti sul livello dell’anno precedente (5,1).

Il traffico passeggeri negli aeroporti siciliani è aumentato del 5%. La crescita è stata più marcata per i voli internazionali e per lo scalo di Palermo, mentre a Trapani ha pesato la forte riduzione delle tratte operate dal principale vettore attivo in quell’aeroporto.

Anche i movimenti marittimi di passeggeri sono cresciuti con minore intensità; vi ha inciso il trasporto locale e su traghetti, mentre la crescita del traffico crocieristico (che contribuisce per circa l’8%) è stata sostenuta.

Tra il 2000 e il 2017 si è registrata in Sicilia una crescita del numero di posti letto del 60% circa, valore più che doppio rispetto al dato del Paese. L’offerta turistico-ricettiva in regione risulta tuttavia ancora inferiore a quella media nazionale: nel 2017 nelle strutture alberghiere e in quelle complementari erano disponibili poco più di 400 posti letto ogni 10.000 abitanti, rispetto agli oltre 800 in media in Italia. Alle strutture censite dall’Istat, qui considerate, vanno aggiunti gli alloggi in affitto non censiti ufficialmente e i posti letto offerti attraverso piattaforme online, quali ad esempio Airbnb.

Nel periodo in esame sono aumentate soprattutto le strutture extra alberghiere di più piccola dimensione, come i bed and breakfast (B&B), che nel 2017 rappresentavano in Sicilia il 60 e il 25% del totale non alberghiero, rispettivamente, in termini di strutture e posti letto (circa 20 e poco più del 6% in Italia); può aver influito su questo andamento l’operare di alcuni incentivi finanziari regionali a valere su fondi europei. La rilevanza di campeggi e villaggi turistici si è invece ridotta sensibilmente.

Tra il 2000 e il 2017 il settore alberghiero ha registrato un aumento del numero di strutture del 50%, con un incremento dei posti letto di poco superiore (57,9%), proseguendo una dinamica di crescita che aveva riguardato anche i decenni precedenti.

Il successo dei B&B e la più recente diffusione di nuove modalità di alloggio legate alla cosiddetta sharing economy hanno dato ulteriore slancio alla rimodulazione dell’offerta alberghiera verso strutture di maggiore qualità, sia nel Paese sia in Sicilia. In regione, in particolare, l’incidenza degli hotel a 4 e 5 stelle, in termini di posti letto, ha superato nel 2017 il 55%, valore quasi triplo rispetto all’inizio del millennio e superiore di oltre 17 punti percentuali al dato medio nazionale.

Sulla base dei dati del Registro statistico delle imprese attive (ASIA), nel 2016 in regione erano presenti circa 2.750 imprese del settore dei servizi di alloggio, che occupavano circa 12.500 addetti. Gli alberghi rappresentavano poco più di un terzo delle strutture e due terzi dell’occupazione (rispettivamente il 47 e il 75% nella media nazionale). Il numero medio di addetti per impresa era inferiore alla media italiana (tav. a2.16): a fronte di una dimensione media degli alberghi simile a quella nazionale, si registrava in Sicilia una maggiore incidenza di quelle strutture extra-alberghiere, come in particolare i B&B, caratterizzate da un minor numero di addetti per impresa.

 

Con riferimento alle caratteristiche degli occupati, rispetto alla media dei settori i servizi di alloggio erano caratterizzati da una maggiore quota di occupazione femminile, giovanile e straniera e da un minor impiego di occupati in possesso di un’istruzione terziaria, sia in Sicilia sia nel resto del Paese.

In linea con la media del Mezzogiorno, il grado di utilizzo in Sicilia è modestissimo nei mesi invernali, con picchi elevati invece nei mesi estivi; in regione si registra tuttavia una minore dispersione dell’indice mensile, grazie alla maggiore presenza di flussi turistici culturali che si distribuiscono più uniformemente nel corso dell’anno.

 

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