lunedì, 23 settembre 2019

In Cina tanta voglia di Sicilia, nostra intervista esclusiva al presidente di China Tourism Academy

È sempre di grande attualità il tema che riguarda i flussi turistici dall’Oriente, mercato su cui la Sicilia sta puntando con ipotesi diverse che non hanno trovato ancora concreta attuazione. Un interesse riscontrato anche in occasione dell’ultima edizione di Travelexpo, quando Concetta Caravello, direttore generale Europa Welcome Chinese, spiegò agli operatori siciliani il potenziale dell’Isola agli occhi dei turisti cinesi e le possibili strategie che le imprese alberghiere possono attuare per catturare questo target.

Per fare il punto della situazione, anche in prossimità della conclusione dell’Anno del Turismo Europa-Cina 2018, Travelnostop.com ha intervistato Dai Bin, presidente di China Tourism Academy CTA, organismo pubblico facente capo al Ministero della Cultura e del Turismo cinese che rilascia la Certificazione Welcome Chinese. Di seguito pubblichiamo un’anticipazione che riguarda la Sicilia mentre nell’edizione nazionale odierna l’intervista integrale.

 

Quanti e che tipo di turisti cinesi scelgono l’Italia e in particolare la Sicilia?

Nei primi sei mesi del 2018 i turisti cinesi che hanno viaggiato al di là dei confini nazionali sono stati 71,31 milioni, il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Di questi, quasi 11 milioni, ovvero il 13%, ha scelto l’Europa con un aumento del 100% rispetto ai primi sei mesi del 2017.

L’Italia è il terzo Paese europeo più visitato: cresce infatti la vendita online del pacchetto Francia Italia Svizzera, tra le capitali le mete preferite sui social network cinesi sono Parigi e Roma considerati come hub di arrivo in Europa. Infine, la Sicilia, dove la presenza di turisti cinesi è in crescita: rispetto al 2017 che ha visto una presenza di 41.250 turisti cinesi, si è avuto nei primi sei mesi del 2018 un aumento pari al 22%. Questo dimostra come sia ormai maturo il turismo cinese per la selezione di nuovi itinerari alternativi alle mete tradizionali.

 

Cosa amano i cinesi della Sicilia e cosa li attrae?

La Sicilia ha un grande potenziale di appeal per i cinesi per tanti aspetti caratteristici dell’isola come la sua storia, il suo patrimonio artistico e culturale caratterizzato dalla presenza di molti siti Unesco ma anche per la sua tradizione enogastronomica e vitivinicola.

La Sicilia può diventare, se opportunamente promossa e comunicata secondo standard corretti, una destinazione perfetta per fornire ai turisti cinesi un’esperienza unica e indimenticabile, che racconteranno sui loro social, e riporteranno in patria diffondendo quello che solo per poco sarà un piccolo segreto. Relativamente ai loro gusti in quale altra terra i turisti cinesi potranno come in Sicilia soddisfare la loro nota passione per i dolci, i gelati, il vino fruttato e il cibo piccante? Ecco, l’importante è comunicare bene, attraverso i canali ufficiali ed istituzionali, questi asset tipici della terra siciliana che sembrano fatti apposta per assecondare i gusti dei turisti cinesi.

 

Quali servizi di accoglienza si attendono i turisti cinesi?

Il turista cinese ha abitudini e cultura profondamente diverse che influenzano enormemente le scelte sui viaggi: primo ostacolo quello linguistico, poi ci sono limitazioni sui pagamenti elettronici, diffidenza sulla sicurezza della persona, abitudini e usi. Welcome Chinese si occupa di trasferire agli operatori tutti quegli aspetti del ‘cosa vuole e cosa si aspetta il nuovo turista cinese’.

Le principali preoccupazioni dei turisti cinesi al momento di viaggiare in Europa riguardano la paura di essere derubati o rapinati e gli sforzi sulla sicurezza e la diminuzione di casi di connazionali rapinati, che condividono le loro esperienze negative in patria, convincono in molti a scegliere una destinazione piuttosto di un’altra. Altro dato importante è la logistica ovvero la facilità di raggiungere una destinazione: l’aumento dei voli di linee aeree e sempre più collegamenti diretti delle città della Cina al Vecchio Continente sono stati un importante incentivo per la popolarità delle destinazioni europee meno conosciute. Da questo punto la Sicilia potrebbe ambire ad avere un volo diretto ancorché charter e potrebbe davvero puntare su significativi numeri di crescita.

 

Quali sono i risultati emersi dal lancio dei due progetti pilota di Welcome Chinese nella Valle dei Templi di Agrigento e nella Villa Romana del Casale di Piazza Armerina?

Tre anni fa abbiamo attivato un progetto pilota con l’Assessorato alla Cultura della Regione Sicilia attraverso la certificazione di questi due importanti siti archeologici e patrimonio dell’Unesco. Questo primo progetto è stato un successo sia in termini di presenze ma soprattutto come effetto mediatico. Ha contribuito infatti a far conoscere la Sicilia per le sue peculiarità rispetto al resto del paese e per differenziarla dall’offerta turistica classica. Sarebbe quindi opportuno continuare su questa strada dopo che il primo sforzo è stato fatto, perché i turisti cinesi, che sono molto attenti alle proprie scelte soprattutto in fatto di viaggi, possano includere la Sicilia tra le mete più ambite dell’Italia.

Mi auguro pertanto che le Istituzioni locali siano sensibili a questo messaggio e auspico di poter presto visitare questa bellissima isola ed avviare una proficua collaborazione con gli organi competenti alla promozione turistica della Sicilia.

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