Da edifici abbandonati a siti turistici: la Regione metta all’asta 19 immobili

Dare nuova vita a immobili abbandonati e farli entrare nel circuito virtuoso del turismo. È l’obiettivo della Regione che ha messo all’asta 19 edifici “che versano in condizioni statiche precarie”, come li definisce lo stesso bando firmato all’inizio di gennaio dal dirigente generale del dipartimento Ambiente Giuseppe Battaglia. La Regione li offre per un periodo che va da 6 a 50 anni, precisa repubblica.it.

In cambio, però, i privati dovranno spendere per rimettere in sesto gli immobili. Il bando lega la durata della concessione proprio all’investimento: si va da una spesa di 60mila euro per sei anni a poco meno di 8,8 milioni per una concessione che dura mezzo secolo. Durante il quale i privati possono trasformarli in ristoranti o stabilimenti balneari o fare attività come commercio, artigianato, noleggio di barche o promozione turistica.

Questi i 19 siti all’asta: l’ex “manufatto Opa” a ridosso del porticciolo di Sferracavallo, l’immobile “ex Brucato” dell’Addaura, un ristorante-bar ad Agrigento, l’edificio “ex Macaluso” a Ribera, due lotti dei bagni pubblici di Fiumefreddo, altrettante strutture che ospitavano l’ex agenzia delle Dogane a Riposto, due ruderi a Mascali, un’ex stazione di servizio ad Acireale, il pontile Sbarcatoio a Gela, il porto rifugio nella stessa città, la lanterna-semaforo di Scicli, un’ex caserma della finanza ad Avola, un edificio a Punta Sottile a Favignana, un ex ristorante a Castellammare del golfo e un’ex casa agricola a Torretta Granitola. E per finire il castello di Falconara a Butera: oltre 5mila metri quadrati fra spazi interni ed esterni per una base d’asta di 16mila euro all’anno, meno di 1.500 euro al mese.

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