venerdì, 20 settembre 2019

Il ping pong tra Turismo e Attività produttive rischia di penalizzare gli operatori siciliani

(di Toti Piscopo) Tra tanti mal di pancia e qualche dichiarazione di maniera, va in archivio la partecipazione dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana al TTG di Rimini, caratterizzata dalla mancata partecipazione degli operatori turistici siciliani nello stand della Regione.

Una partecipazione ‘monca’ che ha penalizzato non poco l’immagine della Sicilia, e non certo per qualche foto pubblicata su Facebook che mostrava lo stand vuoto, utile solo ad alimentare la consueta polemica strumentale e distrarre l’attenzione dal cuore del problema.

Problema riconosciuto dall’assessore Sandro Pappalardo che a Travelnostop.com dichiarava di essere sinceramente dispiaciuto per la situazione determinata. Arrivando a Rimini, Pappalardo ha salutato, rinnovando le sue scuse, ed andando a trovare gli operatori turistici che avevano trovato sistemazione in aree attigue. Un atteggiamento non risolutivo ma sicuramente di buon livello e che comunque non rimuove il problema che vogliamo provare a mettere a fuoco nella sua reale dimensione, se non prima di esprimere apprezzamento per la gradevolezza ed efficienza dello stand da open space e i mega schermi di suggestivo effetto scenografico, in cui sarebbe solo stato opportuno qualche riflessione in più sui contenuti. Ma anche ciò è l’espressione di una visione parziale e non condivisa, caratterizzata da decisioni e scelte dell’ultimora.

Ma torniamo al cuore del problema. TTG Travel Experience è riconosciuto come il marketplace B2B più qualificato a livello nazionale secondo le logiche di mercato, alle quali la burocrazia stenta ad adeguarsi, in cui l’offerta turistica di un territorio va non solo promozionata ma principalmente commercializzata. Compito quest’ultimo che inequivocabilmente spetta agli operatori turistici e per i quali è stato considerato consequenziale che gli stessi fossero presenti in maniera organica e funzionale nello stand della Regione, proprio per dare valore aggiunto all’azione promozionale.

Chi conosce bene il settore sa come la presenza alle fiere turistiche, particolarmente il TTG di Rimini rigorosamente B2B, abbisogna di una programmazione annuale non compatibile con i meccanismi della contribuzione secondo le modalità previste nei regimi d’aiuto. Ciò è dimostrato anche dal fatto che tutte le Regioni Italiane adottano lo stesso sistema che consente agli operatori di avere un punto di riferimento ed una postazione lavorativa per gli incontri con i buyer ed i colleghi esteri o delle altre regioni. In questo la Regione Siciliana ha mancato l’obiettivo principale presentandosi monca al mercato turistico internazionale, priva di una gamba e di un braccio, infliggendo nel contempo un duro colpo all’assioma che vorrebbe si sviluppasse il rapporto tra pubblico e privato come sempre auspicato e quasi mai realizzato.

Così è stato in passato. Infatti, già con la scorsa programmazione 2007/2013, gli uffici della Programmazione avevano sollevato la questione inerente la partecipazione alle fiere turistiche. Il quesito era se ciò poteva configurarsi come una sorta di aiuto di stato, e quindi non autorizzato dalle autorità di governance dei fondi comunitari. La questione fu allora superata dimostrando che gli operatori assumevano a proprie spese tutti gli oneri compresi i costi di acquisto delle agende elettroniche per gli incontri programmati con i buyer. La Regione in definitiva predisponeva ed assumeva a proprio carico i servizi di spedizione del materiale promozionale, nolo dello stand e relativo allestimento e servizi accessori. Tutte le spese effettuate con i fondi comunitari relativi al 2007/2013 furono regolarmente certificati.

La questione degli aiuti ritorna puntuale con la nuova programmazione 2014/20 ed inizia una corrispondenza con gli uffici preposti. La nota chiarificatrice è arrivata da qualche giorno e conferma l’orientamento già manifestato in occasione di incontri informali e cioè che tali servizi, anche se non direttamente rivolti agli operatori, si configurano come aiuti di stato e quindi di competenza dell’assessorato Attività Produttive!!!

Se questa tesi diventasse prevalente, l’assessorato al Turismo perderebbe un’altro ambito di competenza dopo quello degli alberghi, passato alle Attività Produttive nel 2010 in attuazione della cosiddetta riforma Lombardo.

Ma perderebbe anche il sistema turistico, quello auspicato e non certo quello che non c’è, come dimostra quest’ultima esperienza. Un sistema che si ritroverebbe ad avere nell’ambito della propria Regione di appartenenza, interlocutori diversi, logiche diverse, burocrati diversi, atti legislativi diversi, il tutto alla faccia della specializzazione e della professionalità. Questo il tema da affrontare da oggi: la funzione dell’assessorato al Turismo della Regione per avviare e attuare un serio progetto e conseguente programma di sviluppo turistico in una logica di visione complessiva e di pianificazione e programmazione.

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