lunedì, 16 settembre 2019

Il turismo siciliano riprende quota ma non decolla

(di Toti Piscopo) Quasi 5 milioni di arrivi ed oltre 15 milioni di pernottamenti indicano che la Sicilia turistica ritorna in pista, lasciandosi alle spalle un decennio non facile. Dati ufficiali resi noti dall’Osservatorio turistico regionale che indicano una tendenza attendibile, essendo viziati dal fenomeno del sommerso che in Sicilia è particolarmente rilevante, come più volte evidenziato dalle associazioni di categoria.

Da questa prima lettura, come riportato nel nostro articolo, emerge una crescita a macchia di leopardo che attesta, come più volte da noi sostenuto, quanto diversificata e non omogenea sia l’offerta turistica siciliana, per stagionalità, tipologia e livello di ricettività. 

Il palmares dei capoluoghi, in percentuale e per valori assoluti, è detenuto da Palermo che fa registrare la performance migliore, seguito da Catania, Ragusa, Agrigento e Siracusa. Fanalino di coda Messina, Enna, Caltanissetta e Trapani che registra un incremento negli arrivi ed un lieve calo nelle presenze.

Da evidenziare il forte recupero di Cefalù che fa registrare un incremento di arrivi del 9,27% e di presenze del 13,09% effetto anche della riapertura del Club Med. Cefalù guida la top ten delle destinazioni turistiche precedendo, almeno in percentuale Taormina, che si conferma regina del turismo siciliano, con 1.104.528 presenze a fronte dei 359.934 arrivi. In questa rosa anche Lipari e San Vito Lo Capo, nonostante la flessione del 2,71 di presenze e confortata da un timido 0,12% d’incremento di arrivi. Rivelazione già da qualche anno Modica con un più 30,96 di presenze.

Dati confortanti che fanno ben sperare e che continuano ad alimentare speranza e fiducia che hanno generato l’interesse di investitori internazionali, e riacceso l’interesse dei siciliani che cominciamo a credere nel turismo come settore economico produttivo, in grado di generare lavoro, opportunità e crescita sociale. Elementi positivi che non devono impedire analisi realistiche che vanno affrontate e risolte con professionalità e razionalità.

Insomma si legge turismo ma va scritto ‘turismi’, come è stato recentemente detto a Travelexpo, un concetto da cui bisogna prendere le mosse per avere una visione complessiva della Sicilia, più strategica e meno approssimativa, che individui su quale modello di sviluppo puntare, nel rispetto della vocazione dei territori, e affrontando prioritariamente antiche criticità più volte segnalate anche sul nostro Travelnostop.com, che riguardano i collegamenti esterni ed interni, la mancata programmazione e pianificazione, le strategie di comunicazione e di marketing. Occorre una politica commerciale complessiva ed adeguatamente supportata, che non può più essere affrontata da giullari e saltimbanchi ma governata in una logica di mercato e di sistema, utilizzando qualificati apporti professionali e strumenti legislativi adeguati. Sono queste le condizioni minime per far decollare la Sicilia turistica che vogliamo.

 

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