mercoledì, 24 aprile 2019

Fattoria urbana e cucina gourmet: la sfida di Io.Bio

Non solo fattoria urbana né solo bistrot gourmet. Io.Bio è molto di più. Il nuovo locale inaugurato a Palermo solo qualche mese fa si è già ritagliato il suo spazio nell’offerta enogastronomica di qualità, in grado di attirare anche il turista. Situato ai confini dell’itinerario arabo-normanno, a pochi metri dalla Piccola Cuba e con Palazzo dei Normanni raggiungibile a piedi, Io.Bio si candida come tappa qualificata per i visitatori che vogliono fare una sosta rigenerante assaporando nel contempo piatti di una cucina siciliana che vuole essere soprattutto naturale, in un ambiente bucolico all’ombra di nespoli e agrumi tra cui sono ospitati caprette e agnellini, galline e ancora conigli e oche, per la gioia dei più piccoli.

Ideatore di questo concept innovativo di fattoria urbana è Marco Piraino, giovane chef laureato in economia e allievo del Maestro Giuffrè che, dopo diverse esperienze all’estero, decide di affrontare questa nuova sfida.

“La scommessa – dice Piraino a Travelnostop.com – è avviare un processo in cui la città torni a essere a dimensione umana, dove esistano luoghi in cui sperimentare cibi a km zero e dove l’intera fase della produzione del cibo sia rispettata e sia tangibile anche per chi viene ad assaggiare i nostri piatti. Per questo cambieremo menu 4/6 volte all’anno. Ma il mio obiettivo è anche far sì che i ragazzi dell’alberghiero abbiano un primo impatto più naturale con la cucina. Nei grandi ristoranti si lavora per 12/14 ore. Qui i nostri cuochi prima di cucinare, si occupano dell’orto, come si faceva a fine ‘800. Il mio sogno è aprire una scuola di cucina che non si sviluppi in aula, ma dove far vivere agli aspiranti chef tutte le professioni enogastronomiche. Sarebbe bello portare giovani in Sicilia, dove potrebbero trascorrere prima un periodo con le greggi e poi un mese su un peschereccio. Oggi un cuoco entra in contatto con la morte più volte al giorno, ma nella maggior parte dei casi non è mai entrato in un mattatoio”. Tra i progetti in cantiere anche quello di aprire la prima gelateria soltanto a base di latte di asina e capra con frutta e ortaggi siciliani.

Io.Bio è stato realizzato grazie all’apporto e al supporto dei proprietari Gino Gambino e di sua moglie Carmela Senatore che hanno creduto nella scommessa del giovane e talentuoso chef che ha deciso di puntare tutte le proprie fiches sull’alimentazione di qualità e sul cibo come fonte primaria ed imprescindibile di benessere.

E ieri sera da Io Bio si è festeggiato l’arrivo della primavera con un aperitivo a base di finger utilizzando alcuni ingredienti forniti da Le Trazzere del Gusto, azienda siciliana che dal 2010 porta avanti un progetto di riscoperta dei sapori della tradizione siciliana e li ripropone garantendo qualità ed eccellenza attraverso la selezione di produzioni che rispettino la terra e i suoi frutti.

Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, il Maestro Beppe Giuffrè che ha intrattenuto gli ospiti con la sua performance tanto nota quanto richiesta della preparazione live della cassata, suo fiore all’occhiello, poi distribuita in degustazione. Il tutto allietato dalla musica di Marcello Mandreucci.

 

 

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