martedì, 15 ottobre 2019

No all’abusivismo, ma il turismo riuscirà a fare fronte unico contro il nemico?

C’è una volontà diffusa tra gli agenti di viaggio, e in generale tra gli operatori turistici, di creare un fronte comune contro l’abusivismo nel turismo. Un’azione che avevamo sollecitato ieri sulle pagine di travelnostop.com, accogliendo l’invito del lettore Sergio Gargagliano, in risposta alla lettera dell’agente di viaggio agrigentino Michele Burgio, pubblicata lunedì 3 giugno nella news “Riflessione del terzo anno da agente di viaggio: riuscirò a sopravvivere?”.

Da più parti, leggendo i commenti su Facebook, si registrano numerose adesioni e l’interesse della categoria, testimoniato anche dal caso AIAV, che ha già avanzato ad altre associazioni la proposta di costituire un fronte unico contro l’abusivismo. Un tentativo rimasto tale, perché il progetto, non trovando l’appoggio delle altre associazioni, sarebbe stato momentaneamente accantonato.

Intanto a Michele Burgio continua ad arrivare la solidarietà dei colleghi: “Ciao Michele – ha scritto Marco Palma nel suo commento sulla nostra pagina Facebook – ho letto quanto hai scritto con un misto di simpatia (tanta) e tristezza (ancora di più…) e vorrei davvero essere in grado di fornirti una soluzione valida per il tuo – ma non solo tuo – problema.

Purtroppo, per molte agenzie il mese di maggio è stato povero di prenotazioni ma non ugualmente povero di spese: quelle, come tu scrivi, sono regolari, arrivano sempre e diventano sempre più difficili da regolare.

Inoltre concordo con te sull’aspetto peggiore del tuo/nostro lavoro, quello che vede le istituzioni preposte ai controlli che – anziché agire contro gli abusivi – si rivelano sempre più attive nei confronti delle imprese che agiscono regolarmente.

Mi auguro di leggerti ancora l’anno prossimo e quelli a seguire, mi auguro – e ti auguro – che il flusso delle prenotazioni cambi e tu riesca a fare della tua passione (perché quella la si legge chiaramente…) un lavoro per lo meno soddisfacente. Un abbraccio”.

E mentre c’è chi considera anche i preti diretti concorrenti delle agenti di viaggio, domani pubblicheremo un commento che offre uno spiraglio. Perché in fondo al tunnel c’è sempre la luce.

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