Le adv perdono quote di mercato? ecco la ricetta per risalire la china

Solidarietà sì ma anche e soprattutto incoraggiamento per Michele Burgio, l’agente di viaggio agrigentino che in una lettera inviata alla redazione di travelnostop.com e pubblicata lunedì 3 giugno nella news “Riflessione del terzo anno da agente di viaggio: riuscirò a sopravvivere?”, esprimeva il senso di solitudine e soprattutto la paura di non riuscire a sopravvivere continuando a fare questo lavoro.

Ma oggi Travelnostop.com dopo aver dato voce alla volontà diffusa tra gli agenti di viaggio, e in generale tra gli operatori turistici, di creare un fronte comune contro l’abusivismo nel turismo, pubblica il commento di Emiliano Sigona che prova a indicare a Burgio una via alternativa.

“Mi dispiace – scrive sulla nostra pagina Facebook – per Michele e tutti quelli che sono nella sua condizione, in tutta Italia. Insegno in una scuola alberghiera da 18 anni: accoglienza e ospitalità turistica. Lavoro nel settore, da quando ho iniziato a studiare all’alberghiero a 14 anni, e come Michele e molti altri, amo la mia Sicilia.

La premessa perché vorrei che le parole seguenti fossero intese e interpretate dal mio punto di vista, modesto e franco. Ai miei alunni racconto e descrivo il mondo del turismo, delle nuove professioni che abbracciano le nuove tendenze della domanda che a sua volta “stravolge” quotidianamente l’offerta di una nazione che ancora non sa decidere che fare del turismo.

Caro Michele, la tua attività, i tuoi sacrifici, i tuoi investimenti economici, emotivi e professionali sono purtroppo concentrati su una professione che vertiginosamente, per mancanza di tutele e di adeguati sostegni e garanzie, perde quota in questo mercato turistico sempre più digitale. Ma a tutto si può porre rimedio…

Ti regalo la mia piccola idea e non scoraggiarti. Sfrutterei la licenza di agente di viaggio per “entrare nella giungla ” del mercato delle OTA. L’esperienza che hai e il valore delle tue idee vanno coniugate con il lavoro di un esperto informatico e di un bravo “topo da scrivania” che parla e scrive 2/3 lingue. Il turista moderno è in giro per social, girovaga da un sito ad un altro, salta da un’offerta all’altra e nel tempo ha acquisito esperienza e, seppur consapevole di molte cose, spesso si lascia convincere ed ammaliare da semplici concetti espressi nella marea di pubblicità e promozioni varie. Ecco perché un “nerd informatico”.

Progettare e realizzare tour/percorsi/visite/vacanze, da proporre alle piccole nicchie e ai piccoli nuovi mercati esteri con idee nuove e meno “di massa”: turismo esperienziale, turismo sostenibile /ambientale e così via. Ecco perché il “topo da scrivania” poliglotta che contatta uno per uno i canali giusti per spiccare il volo, spesso togliendo intermediari di mezzo. La mia è solo una ricetta e non un cura definitiva. Un semplice e affettuoso discorso per sostenere Michele e chi come me ama questa terra SPECIALE e vorrebbe vederla diversa grazie al turismo. Forza Michele!”

News Correlate