lunedì, 22 aprile 2019

‘A Santuzza vista da Travelnostop

Alla vigilia del 392° Festino di Santa Rosalia, patrona della città di Palermo, riportiamo alcune considerazioni di Toti Piscopo, direttore editoriale di Travelnostop, riprese e rilanciate dal Giornale di Sicilia, in un servizio firmato da Aurora Fiorenza.

“Sarà per fede, sarà per curiosità, sarà per folklore, ma la Santuzza suscita tanta simpatia e tanta curiosità anche tra i tanti ospiti e viaggiatori che in questi giorni visitano Palermo. Anzi, sembra che il fascino della Santuzza contribuisca ad incrementare gli arrivi e le presenze di turisti e non di solo escursionisti. Dati certi non ce ne sono ma stime attendibili parlano di un più 10% provenienti da nazionalità diverse. Insomma, la Santuzza offre una forte motivazione culturale ed emozionale ed arricchisce l’interesse per il capoluogo siciliano che, dopo circa 8 anni di crisi diffusa vive, almeno sul piano del turismo, la sua primavera.

Il fenomeno è sicuramente stimato per difetto ma il turismo religioso è un segmento sempre più rilevante e sempre meno povero. Se prima era caratterizzato dai pellegrinaggi, oggi la motivazione delle fede si arricchisce di interessi culturali non disgiunti da quelli folkloristici, ma che nell’evoluzione dei rapporti acquisisce una forte connotazione per la riscoperta di quell’identità popolare particolarmente diversificata nelle aree siciliane. Non a caso le chiese costituiscono i siti culturali più frequentati. Queste alcune motivazioni che turisti e viaggiatori di tutte le fasce economiche ritrovano in Sicilia puntando a riscoprire quei territori, impropriamente definiti minori, ma ricchi di storia e di specificità che rendono unica ed attrattiva la singola festa patronale. La devozione alimenta così anche il circuito economico del turismo con il benefico effetto che i flussi si spalmano sul territorio, contribuendo ad alimentare la cultura della conoscenza e favorendo la cultura dell’accoglienza che nel siciliano rimane pur sempre accentuata.

Attorno alla Santuzza c’è un proliferare di letteratura popolare che alimenta il mito di questa Santa e sviluppa devozione da parte dei palermitani ed interesse e curiosità da parte dei tanti visitatori che in questi giorni si incrociano nelle vie della città. Il Festino, proprio per la sua connotazione, costituisce da sempre un attrattore di gran livello per Palermo ma anche per l’intera offerta turistica siciliana e potrebbe diventare, sol che lo si volesse, l’evento capofila, insieme alla Festa di Sant’Agata, di quel segmento di turismo religioso di cui tanto si parla e poco si fa. Questo momento favorevole è generato dalla concomitanza di fattori internazionali, spesso negativi ma con ricadute positive per il nostro turismo, così come maggiore consapevolezza ed una diffusa sensibilità verso questo settore economico. Ma non è sufficiente e va interpretato e razionalizzato affinché fatalisticamente non si continui a navigare a vista sperando nel bel tempo o nei miracoli della Santuzza che verso questa Città è stata prodiga. A Palermo due sole cose sono certe: la prima è  la data di svolgimento del Festino e la seconda è che il 4 settembre si celebra la Festa patronale caratterizzata per l’Acchianata a Monte Pellegrino.

Due facce della stessa medaglia dal forte impatto motivazionale che costituisce, sul piano del marketing turistico, qualificati e certi elementi di richiamo turistico, sia sul piano nazionale che internazionale, su cui far ruotare una forte azione di commercializzazione da sviluppare con gli operatori del settore.

A ciò vorrei aggiungere l’iniziativa di Monsignor Lorefice di invitare al Festino i rappresentanti degli altri Culti. Un gesto di grande sensibilità, prima tappa di quel lungo cammino verso l’integrazione tra i popoli che rimane l’elemento fondante di sviluppo anche del turismo. Questa l’indicazione che già in passato ho fornito ai diversi assessori che negli ultimi venti anni si sono avvicendati e riproposto recentemente da componente dell’Authority del turismo, ma che oggi considero più che mai attuale, convinto come sono che la strada tracciata è quella giusta e che ci sono tutte le condizioni per poterla attuare.

La prima riguarda la giusta intuizione dell’Amministrazione Comunale di affidare l’organizzazione anche per la prossima edizione; la seconda la disponibilità delle risorse economiche derivanti dall’imposta di soggiorno e la terza la richiesta del mercato. Sarebbe il primo passo concreto, ed auspico non il solo, verso quel modello di programmazione e pianificazione che può non essere effetto di un miracolo da richiedere alla Santuzza. A Lei potremmo forse richiedere una maggior attenzione ed ispirazione per debellare corruzione, abusivismo, ignavia diffusa che insieme ai rifiuti costituiscono l’origine della peste dei nostri tempi più recenti”.

 

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