mercoledì, 16 ottobre 2019

Continuità territoriale in Sicilia, Balotta (Onlit): decreto Toninelli è obsoleto

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Dario Balotta, presidente Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti a proposito del decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, per imporre gli oneri di servizio pubblico su alcune rotte da e per gli aeroporti di Trapani e Comiso.

“Mentre in tutto il mondo crescono sia il numero di passeggeri che viaggiano in aereo che i profitti delle compagnie che gestiscono voli e aeroporti – scrive Balotta – in Italia il settore – nonostante l’aumento di passeggeri e merci trasportate, rispettivamente + 6,4 e +9,2 per cento nel 2018 – resta in grave crisi. Con la liberalizzazione dei cieli europei, la continuità territoriale è un provvedimento obsoleto che è causa di maggiori costi rispetto ai benefici sperati; in poche parole, i sussidi pubblici erogati alle compagnie o agli aeroporti per praticare tariffe ridotte sono più costosi degli sconti sui prezzi che si avrebbero con un mercato completamente libero.

È incredibile che un mercato come quello aereo, che genera ricchezza in tutto il mondo, solo in Italia riesca a produrre risultati negativi a causa di normative protezioniste e falsamente sociali. Oltre all’annosa crisi di Alitalia, sono infatti in difficoltà anche i molti piccoli e medi aeroporti presenti sulla nostra penisola. A rendere evidente la situazione è il nuovo provvedimento di aiuti di Stato firmato qualche giorno fa dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, per garantire la continuità territoriale degli aeroporti di Trapani e Comiso: 48 milioni di euro che vanno ad aggiungersi agli 80 recentemente stanziati per la continuità territoriale con la Sardegna. Due provvedimenti che ripristinano un meccanismo obsoleto, che più che assicurare la connessione con gli scali principali del Continente serve a sussidiare indebitamente nel primo caso l’Alitalia, nel secondo dei piccoli scali inutili cresciuti come funghi in questi ultimi anni, per non parlare di quello di Brescia deserto da 20 anni. In Italia ci sono infatti 38 aeroporti contro i 25 di Spagna e Francia, i 20 della Gran Bretagna e i 18 della Germania. Nati e cresciuti con i finanziamenti pubblici grazie alle politiche campaniliste assecondate dai vari governi,  molti di questi mini-scali non hanno i volumi di traffico minimi per sopravvivere e  dato lo scarso traffico hanno bisogno di continui sussidi: nel caso di Trapani, fino a poco tempo fa arrivavano dalla provincia che finanziava con lauti contributi le compagnie aeree low cost sotto la dicitura di ‘co-marketing’. Ora invece – conclude Balotta – è il turno dell’esecutivo, con l’ennesimo regalo messo in conto spesa corrente”.

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