sabato, 23 marzo 2019

Etna Nord fioccano le disdette mentre a Sud seconda notte tranquilla

Etna: albergatori, numerose disdette dopo sisma, è disastro

Turisti fuggiti di notte dopo terremoto 4.8 di Santo Stefano

Seconda notte tranquilla sull’Etna sud dove si è abbassata ulteriormente l’attività sismica: registrati dall’Ingv sei terremoti, cinque a Zafferana Etnea e uno a Milo, di magnitudo modesta. Quello di maggiore energia, magnitudo 2.0, alle 03:41 a Zafferana Etnea. Non sono stati registrati danni a cose o persone. L’evento distruttivo rimane la scossa di magnitudo 4.8 registrata alle 03:19 del giorno di Santo Stefano. I valori del tremore dei condotti interni del vulcano, che segnalano l’energia del magma in risalita, sono ulteriormente calati, attestandosi su dati quasi rientranti nella norma. E la fase effusiva sembra lentamente regredire, con la lava ferma nella desertica valle del Bove. Resta invece ancora presente l’attività stromboliana da crateri e bocche sommitali, con esplosioni ed emissione di una vistosa colonna di gas e cenere lavica. L’eruzione in atto sull’Etna, iniziata il giorno della vigilia di Natale, non impatta sull’aeroporto internazionale di Catania che continua a restare operativo.

La zona colpita non riguarda però l’Etna nord dove non si registra attività lavica e dove non si sono registrati danni di alcun tipo. Eppure sono già numerose le disdette che hanno colpito le attività ricettive. Un danno aggravato dal fatto che le strutture erano tutte prenotate durante questi giorni di festa.

A lanciare l’allarme il presidente di Federalberghi Siciliani, Nico Torrisi, secondo cui il terremoto di magnitudo 4.8 del giorno di Santo Stefano sull’Etna ha avuto un “impatto clamorosamente alto” dal punto di vista economico sulle
strutture ricettive del catanese. E il bilancio di fine anno, che “era di pienone” si prevede “sarà un disastro per le
numerose disdette che arrivano copiose”. Torrisi racconta anche di “turisti fuggiti di notte con le valigie in
mano” subito dopo la scossa. “L’Etna è un brand attrattivo mondiale – spiega Torrisi – e la gente viene per vedere le
eruzioni e le sue spettacolari fasi stromboliane sommitali, ma la notizia del terremoto, e l’enfasi data dai media, sta facendo scappare i turisti e cancellare le prenotazioni. E’ un’autentica disfatta economica non motivata: rischiamo di passare dal ‘tutto esaurito’ al ‘vuoto’ negli hotel. Sarà un Capodanno di forte crisi”.

A Zafferana Etnea alcune delle persone rimaste senza abitazione sono ospitate in due alberghi associati alla Federalberghi, il “Primavera dell’Etna” e l'”Emmaus”, con i quali il Comune ha stipulato una convenzione. Intanto è notevolmente aumentato il numero delle presenze degli sfollati dell’Etna negli alberghi messi a loro disposizione dalla Regione. In un hotel dove la prima sera si erano presentati in una decina a fronte di 140 persone attese, hanno deciso di prendere una stanza altre 60 persone. Ieri, a Catania, i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio avevano invitato le persone rimaste senza casa a recarsi a trascorrere almeno la notte, viste anche le fredde condizioni climatiche, negli hotel di Federalberghi che hanno firmato la convenzione con la Regione.

 

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