Federalberghi Umbria: Imu salasso per imprese ricettive

Le imprese umbre saranno tassate il doppio rispetto alla media nazionale

“Il versamento della prima rata dell’Imu, con scadenza lo scorso 18 giugno, ha creato difficoltà enormi alle imprese ricettive, che si troveranno a dover pagare, in qualche caso, anche 3 volte la cifra che pagavano con la vecchia Ici, in condizioni di mercato molto più critiche. I nostri amministratori devono comprendere che c’è un limite oltre il quale l’imposizione fiscale diventa un vero e proprio killer per le imprese, per le quali l’albergo o la pensione è un bene strumentale all’esercizio dell’attività”. Sono le parole di Giorgio Mencaroni, presidente di Federalberghi Umbria, presentando gli ultimi dati relativi all’impatto dell’imposta unica sugli immobili sul territorio regionale.
Secondo l’indagine condotta dal centro studi di Federalberghi “le imprese ricettive umbre pagheranno molto di più rispetto alle imprese delle altre regioni e quasi il doppio rispetto alla media nazionale – spiega una nota dell’associazione – La rendita catastale delle imprese umbre, che determina il valore sul quale si applica l’imposta, risulta già molto alta. In Umbria si parla di oltre 21 milioni di euro complessivi, mentre per il Piemonte di oltre 39 milioni di euro. L’Umbria ha però una dotazione di 574 alberghi e 14.988 camere, mentre in Piemonte le strutture ricettive sono 1.545 e le camere 42.455”.
Quando si analizza del gettito Imu per esercizio alberghiero e per camera, le imprese umbre sono quelle che pagano l’imposta per camera più alta in Italia. Calcolando l’aliquota 0,76, si chiede agli alberghi e pensioni umbre di pagare 735 euro per camera, con una media per struttura di 19.200 euro. Mentre la media italiana è di 451 euro per camera e 14.542 euro per struttura. In Piemonte le imprese pagheranno 484 euro per camera e 13.310 per struttura. Calcolando invece l’aliquota massima (1,06), l’imposta per camera arriva a oltre 1.000 euro (1.025) e la media per struttura a 26.779 euro. La media italiana è invece di 629 euro per camera e 20.282 euro per struttura.
“Per l’Umbria si può parlare di un vero e proprio salasso – conclude Mencaroni – soprattutto in un momento di difficoltà ed incertezza come l’attuale. Lo stesso Centro Studi Federalberghi ha calcolato che, rispetto alla vecchia Ici, le imprese ricettive dovranno sborsare in media 6.763 euro in più. Ma solo nel caso in cui i Comuni avessero applicato l’aliquota minima dello 0,76. Cosa che in molti, il capoluogo in testa, si sono ben guardati dal fare”.

 

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