giovedì, 17 ottobre 2019

Venezia, da 1 luglio 2020 scatta tassa di sbarco contro turismo ‘mordi e fuggi’

L’1 luglio 2020 sarà la data di avvio al contributo di accesso al centro storico e alle isole della Laguna di Venezia, noto anche come ‘tassa di sbarco’, introdotto per gestire e limitare il turismo mordi e fuggi. La Giunta comunale ha dato il via alla delibera – che dovrà venire approvato dal Consiglio – che modifica il Regolamento comunale sul contributo, dopo 3 mesi di istruttoria da parte di un gruppo di lavoro, con contatti tra amministrazione, Mef e i vettori. La revisione del regolamento si è incentrata nell’ampliamento delle facoltà di riscossione diretta da parte del Comune, legate però a una condivisione con i vettori della necessità di informare e alla verifica del pagamento da parte dei passeggeri. Entro i primi mesi del 2020 intanto verrà testato il sistema informativo per l’acquisto dei voucher per l’esenzione e l’esclusione dal pagamento, cercando di evitare il congestionamento degli accessi nella fase di avvio. Seguirà lo sviluppo del sistema di riscossione per il pagamento anche attraverso diversi sistemi (carte di credito, Paypal, bonifico) e la rete di vendita sul territorio metropolitano e nelle province limitrofe, con le apparecchiature di vendita, anche automatiche, e la loro sperimentazione.
Successivamente verrà avviata la campagna di comunicazione nei vari punti d’accesso alla Città (aeroporto o stazioni ferroviarie) e con gli operatori di prenotazioni alberghiere. Si passerà poi alla sottoscrizione delle convenzioni con i vettori su informazione alla clientela, modalità di controllo a bordo – che avverrà da parte di operatori del Comune – e infine l’istituzione di un adeguato sistema informativo sulla città e sul turismo sostenibile.
L’obiettivo è arrivare alla prenotazione completamente elettronica nel 2022; per il 2020, sarà introdotta una “minore gradualità delle tariffe” per passare al sistema dei ‘bollini’ con prezzi diversi (da 3 a 10 euro) a seconda dell’afflusso di turisti.
La parola passa ora alle Commissioni consiliari competenti in materia, per arrivare alla discussione e al voto finale del Consiglio comunale.

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