lunedì, 22 aprile 2019

Carnevale di Venezia, si va verso il numero chiuso. Proteste per ressa primo giorno

Venezia non trova pace nel rapporto con i turisti. Adesso è il turno del Carnevale, che già all’avvio sale sul banco degli imputati per la ressa verificatasi sabato scorso in occasione del prologo, la festa sull’acqua nel popolare sestiere di Cannaregio. Undicimila era il numero massimo di persone ammesse sulle rive ma 20mila sono state quelle rimaste fuori dei varchi, accalcate sui ponti per entrare. La città corre ai ripari e domnani si terrà un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblici che fisserà la soglia massima di afflusso in piazza San Marco domenica 4 febbraio, per il Volo dell’Angelo.

Sarà un numero attorno alle 20mila persone, ha anticipato il prefetto Carlo Boffi, dopo che nei giorni scorsi si era ipotizzata quota 25mila, sulla base del decreto Minniti sui grandi eventi.
La manifestazione, che segna l’apertura ufficiale del Carnevale sarà inoltre anticipata, dalle 12 alle 11, per “disincentivare il turismo mordi e fuggi”, ha spiegato il prefetto. Così come, sempre per evitare che il grosso dei visitatori si concentri in area marciana, si organizzeranno spettacoli distribuiti su gran parte del centro storico.
“La capienza in Piazza sarà significativa – ha spiegato il prefetto Boffi – ma ben lontana dalle decine di migliaia di persone che negli anni scorsi riempivano l’area marciana”.
Ma le polemiche per questo primo fine settimana di calca e caos nelle calli non sono piaciute al sindaco Luigi Brugnaro. “Non vedo caos e non ritengo disastroso se qualcuno è rimasto per qualche minuto ‘intrappolato’ tra la gente – ha detto Brugnaro – Forse manca solo un po’ di voglia di prendersi in giro, voglia di divertimento, di coraggio nel prendere iniziative trasversali. Perché a lamentarsi non sono stati tutti, ma sempre i soliti, che sanno benissimo, tanto più se vivono in quelle zone, che nei 30 minuti della manifestazione si può fare fatica a passare. Da quando sono piccolo so che durante il Carnevale c’è sempre gran casino e affollamento: se uno non vuole la confusione, va ad abitare in campagna e non a Rialto”.

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