Tassa di sbarco a Venezia, ok da Touring ma manca idea di città

“L’introduzione della ‘tassa di sbarco’ a Venezia è un provvedimento legittimo e diffuso in tanti altri contesti e una misura di mitigazione economica degli effetti negativi del turismo, ma questi effetti dovranno fare i conti con i consistenti investimenti in strutture ricettive a Mestre”. A sottolinearlo Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano.

“Quello che come Touring continuiamo a non vedere – prosegue Iseppi – è soprattutto un’idea di città cui si vuole tendere e di cui il turismo è, e potrà essere, una componente senz’altro importante ma sempre integrata in un disegno composito. Questo significa non adottare soltanto misure come una tassa ma di assetto complessivo che riguardino le politiche economiche, urbanistiche, della mobilità e della cultura e che tengano conto della città storica, delle isole e della terraferma.
Al costo della ‘tassa’ – nota Iseppi – bisogna sommare il costo già elevato dei mezzi di trasporto urbani. Se ciò non costituirà un disincentivo alla visita, potrebbe però andare a detrimento della fruizione culturale della città, incentivando una visita frettolosa e distratta, che registra già oggi numeri bassi nei principali musei. Ci sorprende, dunque, la sorpresa del ministro Centinaio sulla tassa di sbarco, visto che è stata l’ultima legge finanziaria proposta dal suo governo, il 28 dicembre scorso, a consentire al Comune di adottarlo. Tanti aspetti del provvedimento potranno essere discussi – conclude – e il confronto sul merito è importante: dal nostro punto di vista, però, ci sembra che per Venezia al di là di tutto sia l’ennesima occasione persa”.

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