Stop a turismo cafone su lago Sorapis, divieto bagni e multe fino 500 euro

Stop ai bagni e multe salate per salvare dai turisti cafoni il lago di Sorapis, a quasi 2000 m d’altitudine, sopra Cortina. Il lago, infatti, è letteralmente preso d’assalto in certi giorni d’estate da oltre 2mila persone, che lasciano rifiuti e lo deturpano.

“Sono contenta di questa misura – afferma Sabrina Pais, che gestisce il vicino rifugio ‘Vandelli’ – Sono stata tra le prime a sollevare l’allarme. In certi giorni contiamo fino a 2000 turisti, e poi attorno alle sponde del lago troviamo di tutto: sacchetti di immondizie, materassini da spiaggia, salvagente, addirittura una volta un frigo da campeggio con dentro escrementi. In 20 anni di gestione abbiamo visto il cambiamento. Mi sento un po’ il custode di questo luogo. Anche se il lago non è nostro, vedere il degrado fa male”.
La crescente pressione turistica, in realtà, è ‘colpa’ della bellezza del lago, che si incontra a 1.923 m di quota ai piedi dell’anfiteatro roccioso del Sorapis, che si specchia più giù anche nel lago di Misurina. Non un luogo facile da raggiungere. Da Passo Tre Croci, servono almeno due ore di buon cammino, con passaggi su cenge e corde metalliche, per raggiungere il ‘Vandelli’ e il lago. Ma i social e le foto di questa perla azzurra hanno fatto del Sorapis una star del turismo di montagna. Quando il termometro in città supera 35 gradi tanti arrivano fin quassù per un salto in paradiso. “Quest’estate, anche per il maltempo – spiega Pais – c’è un po’ meno gente, e anche meno rifiuti. Ma i materassini abbandonati continuiamo a trovarli”. Il laghetto deriva dallo scioglimento del soprastante ghiacciaio del Sorapis.
“La colorazione dell’acqua – ricorda l’ordinanza emessa dal sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina – è dovuta a peculiari caratteristiche chimiche e batteriologiche naturali, oggetto di studi e analisi da parte dell’università di Trento. La balneazione potrebbe non soltanto compromettere il delicato ecosistema naturale del lago, ma costituire un serio pericolo per le persone”.
Il fondale non è visibile, per la torbidità dell’acqua, e non esiste alcun servizio di soccorso per i bagnanti. Del rispetto dell’ordinanza si occuperanno anche gli agenti di Polizia dello speciale servizio di controllo del territorio, entrati in servizio i giorni scorsi, in base ad un accordo tra Questura di Belluno e Regole d’Ampezzo, proprietarie dei boschi e dei pascoli della valle.

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