Venezia protegge San Marco dalle acque alte con palloni speciali

In attesa che entri in funzione il Mose, la Basilica di San Marco a Venezia si avvicina al traguardo della messa in sicurezza dalle acque alte eccezionali con l’utilizzo di palloni gonfiabili per interdire dal flusso sotterraneo le tubature che la collegano alla laguna. Nel contempo la città lagunare si appresta a introdurre la tassa di sbarco per il turismo ‘mordi e fuggi’ che, come annunciato dal sindaco Luigi Brugnaro, diventerà operativa dai primi giorni di maggio.
Una misura pensata su un arco temporale di 3 anni, “perché poi – ha spiegato Brugnaro – vorremmo arrivare ad una vera ‘carta di prenotazione'”.
L’idea dei palloni, inusuali ‘valvole’ gonfiabili per la Basilica di San Marco, è nata un paio di anni fa dall’intuito di uno dei Procuratori di San Marco, Pierpaolo Campostrini, di professione ingegnere, quando si stava realizzando il progetto e la messa in opera dei lavori per proteggere l’intero corpus della Basilica. Interventi che ora sono in dirittura d’arrivo.

“Si stava pensando a tutte le possibili difese – dice Campostrini – e avevamo il problema dei ‘gatoli’ che andavano bloccati. Così si è deciso di mettere dei palloni gonfiabili che si attiveranno meccanicamente in caso di necessità, limitando l’ingresso dell’acqua alta nel nartece per il 70% dei casi”. I palloni saranno 4 e si gonfieranno quando la marea sarà superiore ai 65 cm rispetto allo zero del medio mare. Per il resto ci penseranno dei sistemi di paratie e barriere mobili, il cui funzionamento attraverso sensori, come per i palloni, sarà gestito all’interno della loggia del Sansovino che fa da ingresso al vicino campanile di San Marco.
“L’operazione ‘palloni’ – riferisce Campostrini – è stata finanziata dal Procuratore di San Marco, mentre l’insieme delle opere, affidate al Consorzio Thetis, rientra negli interventi di salvaguardia finanziata attraverso il Consorzio Venezia Nuova. La messa in sicurezza della Basilica di San Marco sta portando, tra l’altro, a valutare l’ipotesi di intervenire in tutta la Piazza (dove peraltro ci sono altri ‘gatoli’ e anticamente era posizionato un enorme pozzo), la Piazzetta e il molo di San Marco fino ai giardini Reali, a loro volta oggetto di un importante intervento di recupero”.

News Correlate